Ci si dovrebbe
chiedere ‘a chi giova’ il salmodiare religioso, le preghiere, la ritualita’,
le professioni di fede nella divinità, le basiliche, il papa, i
preti, i frati, le messe, i battesimi, i culi per aria senza le scarpe,
i santi, le madonne, i budda, ecc. ecc.
Visto che queste
divinità sono sempre onnipotenti e onniscienti, dovrebbero essere
in possesso di un’ autonomia personale al massimo grado, non dovrebbero
aver bisogno di nessuno, visto che possono fare qualunque cosa viene loro
in mente. Né possono in realtà aver bisogno di qualcosa,
per la loro stessa natura di divinità, altrimenti , mancando
di qualcosa, sarebbero divinità imperfette; e nessuno vorrebbe delle
divinità imperfette . E dunque nemmeno possono aver bisogno di tutte
queste cianfrusaglie di preghiere, di rosari, riti vari, professioni di
fede, canti gregoriani, statue, pale dipinte, ecc. Non possono aver bisogno
di nulla, non possono aver bisogno di nessun tipo di incantamento. Lassu’
in alto, tutto è perfetto; chiedetelo ai preti, agli imam, ecc.
E allora, a cosa servono il salmodiare religioso, le preghiere, la ritualita’,
le professioni di fede nella divinità, le chiese, le pagode,
le moschee , i veli in testa, i culi per aria, le candele, le processioni,
ecc.? Per imbonirsi la divinita? Per scroccarne qualche favore? Ma
se alla divinità non manca nulla, né potrebbe mancarle nulla
per definizione, non sa che farsene di tutte questo salmodiare, di ritualita’
varie, di professioni di fede, di casoni immensi, ecc. Non può
nemmeno accettarle, perché non sà che farsene, visto che
non può aver bisogno di nulla, e quindi non può prendere
nulla; anche perché la divinità ha già tutto l’esistente,
miliardi di preghiere, di rosari, di professioni di fede, di casoni, di
cocomeri giganteschi, di muli, di castagne, di balle di fieno, ecc . Né
può volere alcunché, e quindi non può aspettarsi riconoscenza,
rispetto, devozione, ecc., perché cosa potrebbe farsene di tutto
ciò, chi ha tutto quel che vuole, montagne di riconoscenza, di succhi
di frutta, di melanzane, ecc. ecc.? Non ci sta' a fare scambi, perche'
non ha alcun interesse a scambiare alcunche'. Che puo’ farsene delle moschee
talmente grandi – gli servissero a qualcosa – da contenerci dentro l’universo,
ma che dico, miliardi di universi tutti assieme, comodamente, con
tutti i papi immaginabili e possibili, per grassi, obesi e spaziosi che
possano essere. Dei cori angelici di miliardi di esseri alati e fischiettanti,
e ubbidienti, ed eternamente rosarianti, svolazzanti qua e là, e
sorridenti, senza sciatiche, senza cancri, mai bestemmianti, ecc.ecc.
Quindi niente scambi, niente inviti a io ti do rosari e tu mi dai questo
o quello. Niente scambi possibili. Ognuno si tiene quello che ha, e se
lo porta tutto a casa sua. Chiuso.
Ammenocchè
non si tratti di divinità imperfette, monche, zoppe, con la cervicale,
o le emorroidi, cui potrebbero allora giovare benedizioni e salamelecchi
vari per cercare di temperare l’artrite, un po’ di sciatica e pene famigliari
varie.
Ma non è
il caso delle usuali divinità. Quindi a che servono tutte queste
ritualità religiose?
A chi la vogliono
contare questi preti, questi vescovi, questi papi, questi imam del cavolo?
Con quei ridicoli copricapi medievali sul testone?
Ma che non l’abbiano
capito? O forse sono solamente a caccia di uno strano potere, che sfrutta
la povertà mentale del gregge, come lo definiscono giustamente loro,
ma che invece sono i nostri vicini di casa, talvolta addirittura i nostri
amici, i nostri poveri parenti, che mancano di quel pezzetto di DNA che
li farebbe svegliare, li renderebbe liberi, leggeri, non piu’ pecore da
maltrattare, seviziare con migliaia di stupidi impedimenti, proibizioni,
suggerimenti del cavolo. Un po’ lobotomizzati, tanto lobotomizzati da stare
li’ a ringraziare l’ipotetica divinità che li ha fatti nascere zoppi,
orbi, cancerosi, scemi, con piu’ di tremila cinquecento malattie genetiche
pronte da prendersi su subito alla nascita, con piu’ di undicimila malattie
classificate ufficialmente, da scambiare con gli amici, per tutti i soli
30 mila giorni della vita, con qualche terremoto, un po’ di quelli grossi
e un po’ di quelli piccoli, eruzioni vulcaniche, devastazioni varie da
siccità o da esondazioni, da cavallette affamate, da guerre inarrestabili,
da ideologie pazzesche come quelle religiose, politiche, criminali come
comunismo e nazifascismo, piu’ tutti gli altri criminali, piu’ quei criminali
di preti, vescovi e papi che vengono a raccontarci quelle idiozie loro,
piu’ qualche bella tempestata, uragani, tornado vari, ecc. ecc. insomma.
Eppoi si oppongono
a tutta forza contro i miglioramenti genetici e cellulari! Bella meraviglia!
E se un giorno qualche bel tomo di ricercatore trovasse il gene sbagliato,
quello che sostiene tutte le loro stupidaggini, e lo sbandierasse in giro
e lo togliesse dal DNA di tutti quanti?!
Che bellezza!
E qui comincia
l’interruzione; qui inizia la sospensione del Saggio Incompiuto.
A cosa può
servire, dire cose così ovvie, così evidenti?