Wednesday, April 24, 2002
Monday, May 06, 2002Carissimo,
a dir poco divertente, il ritratto della Fallaci disegnato dall'amico [sedicente suo] Massimo Fini. Anzi, a dire il vero, mi ha divertito un mondo; davvero. Mi ha divertito vedere la Fallaci cosi' umanamente bizzosa, e quasi prevedibile. Non ne voglio, a Fini. Non sono un adoratore della Fallaci; l'ho sempre tenuta ad una certa distanza. Solo in 'La rabbia e l'orgoglio' e nell'ultimo 'Io trovo vergognoso', ho riconosciuto una certa quantita' di idee chiare, totalmente condivisibili, giustamente gridate in faccia, come si doveva. Come si dovrebbe quasi sempre; ma come si deve sempre, quando si tratta di argomenti decisamente importanti. Tra parentesi, e' per questo che ammiravo Sgarbi; proprio perche' urlava in faccia a chiunque, cose che andavano urlate - e non solamente dette - in faccia a chiunque, per la lampante - seppur provvisoria - enorme dose di verita' che contenevano.
Dicevamo:
- Liberta' di pensiero, stampa, azione, entro l'ambito della legge, ovviamente;
- Rispetto per le persone e quindi rinuncia a qualsiasi tipo di violenza [fisica, verbale, istituzionale, ecc.];
- Rifiuto del dogmatismo;
[La questione del dogmatismo potrebbe porre qualche problema. Le prime due proposizioni, dovrebbero essere infatti irrinunciabili. Ma e' vero che anche il rifiuto del dogmatismo, e' irrinunciabile. Evoluzione, trasformazione, perfezionamento, debbono essere i processi caratterizzanti ogni tipo di attivita'; non l'immobilita' / infallibilita' di papesca memoria. D'accordo. Ma cio' si concilia con il procedimento concettuale di fare delle proposizioni? La stessa proposizione 'Rifiuto del dogmatismo', non e' un'affermazione dogmatica? E soprattutto, non e' forse che vuole proprio essere un'affermazione dogmatica, aprioristica, irrinunciabile?]Dici che non si puo' vietare la religione. Forse. Ma credo che bisognerebbe almeno affermare solennemente che le religioni [sono tutte pagliacciate, sarei tentato di dire; ma non lo dico] sono protesi che aiutano a sopportare le disgrazie che madre natura ci somministra per tutto il corso della vita, senza risparmio di numero e di dimensione. Ma che non contengono una briciola di verita'; di quella vera, riconoscibile logicamente, razionalmente, matematicamente. Forse non e' necessario negare la liberta' di approfittare di queste protesi per disegnarsi un proprio modus vivendi; fintantoche' non interferisce con la liberta' degli altri di farne a meno. Anche se e' difficile che gente che fa salamelecchi, magari col sedere per aria, o che crede di farsi fuori cannibalescamente qualcuno e berne il sangue tutti i santi giorni; o che si mette a dondolare avanti e indietro dipresso ad un muro 'del pianto'; o che addirittura coltivi il culto di individui che vanno dicendo in giro d'essere infallibili; ecc. ecc., possa comportarsi civilmente, e quindi non infastidire gli altri con comportamente inaccettabili. No; non mi pare che diverse religioni attualmente in circolazione siano conciliabili con le prime due proposizioni. La sola vicinanza di tali individui, puo' provocare un certo fastidio.
Oppure, si potrebbero forse riconoscere alcune religioni, e non altre. A volte la soluzione intermedia, ancorche' provvisoria, non e' da scartare.
Mi piacerebbe tentare la discriminazione. Debbo provarci?
Ma che fare di tutte le 'vie' intermedie, adottate dai singoli, che per la maggior parte dicono si', di essere religiosi, di professare una qualche dottrina, ma a modo loro; tangenzialmente; parzialmente; sempre incompletamente?Sarebbe meglio scoraggiare le persone dall'affidarsi a proposizioni irrazionali. L'irrazionalita' e' una specie di veleno dolce, che surrettiziamente si propaga, invade altri territori della mente, del comportamento; distrae dall'essere trasparentemente logici, razionali. Insomma, un veleno, ancorche' dolce, mortifica la funzionalita' dell'essere; strozza la libera manifestazione della singolarita'; depaupera la purezza della creativita' . O no?
Puo' anche darsi che dei 'depauperati' abbiano prodotto/producano cose che noi ammiriamo come opere d'arte [mi ronza sempre per gli orecchi l'affermazione di un certo direttore dell'Istituto d'arte di Parma, che i piu' grandi capolavori dell'arte erano stati prodotti in tempi di tirannia dura e schiavitu' diffusa, e non certo in epoche liberali; e attirandosi per questo le veementi reazioni di Margo']. E questo mi induce a chiedermi: quanto di irrazionale, e quindi di tossico, e' nascosto nell'anima, nell'essenza dell'opera d'arte?
E il solo fatto di pormi questa domanda, e' rivelatore della tossicita' dell'irrazionale, che ho gia' nelle vene? E come, dunque, svenarmi, disintossicarmi?
Apparentemente, mi sono disintossicato solo dalla musica; ma non dalla letteratura, non dalle arti figurative; sento ancora fortissimamente il fascino del grattacielo, ma anche di altri progetti architettonici!
Dimmi se ci sono tossine, nelle opere d'arte; per favore.Le opere d'arte sono degli idoli irrazionali, se non siamo in grado di definirne le caratteristiche con parametri razionali; ma possiamo farlo solo in modo incompleto, parziale, non necessariamente con valori accettabili universalmente.
Ma se fosse definibile razionalmente in modo completo, sarebbe ripetibile a tavolino, l'opera d'arte. Quindi, siccome non e' possibile costruirla, crearla a tavolino, ha delle componenti irrazionali, inevitabilmente.
Ma qualcuno sarebbe pronto a sostenere che anche le scoperte scientifiche, sia quelle sperimentali sia quelle teoriche, non sono spiegabili completamente in modo razionale. Anche qui' c'e' una componente casuale, e piu' spesso addirittura irrazionale; non riproducibile a volonta', infatti. Sono stati scritti libri, sull'argomento.
Dunque, ora, fatti come siamo, non e' facile trascurare l'irrazionale che sonnecchia nei nostri comportamenti; forse e' impossibile.
Maledizione! O situazione fortunata?
Ne' si puo' maledire questa duplicita', quando cosi' tanti eventi cosi' rilevanti [scoperte scientifiche, opere d'arte, emozioni, invenzioni] escono, provengono, sono impastati di questa duplicita'.
Insomma, ce n'e' da rifletterci a non finire in quattro e quattr'otto.
Anche se una condizione di razionalita' pura, sarebbe piu' vitrea, trasparente, meno complicata, piu' comprensibile nella sua totalita'; piu' soddisfacente. Forse soddisferebbe le nostre aspettative alla comprensione totale del mondo; del quotidiano, soprattutto; ma anche dell'universale.
Mi piacerebbe guardare negli occhi Raffaello, e vedere che ha dentro le stesse cose che ho visto nella 'Scuola d'Atene'. Ecco cosa intendo per trasparenza. Vorrei provare ad esaminare la 'scuola d'atene' e/o qualche altra opera, magari di Caravaggio, di Van Gogh, per vedere se riesco a metterle 'a nudo', nella totalita' della loro bellezza; razionalmente; in tutti i particolari. Lo credi possibile? [mie capacita' a parte, ca va sans dire].Sospensione del mio rimugginare a ruota libera.
Aggiungerei alla nostra lista:
- Completo e legittimo diritto di disporre della propria vita [eutanasia et similia];Ci sentiamo presto.
vency