Tuesday, 12 November, 2002LIBRO REGALO
Carissimo,
ti ringrazio per l'ultimo articolo della Fallaci, che mi era sfuggito.
Mi e' arrivato il libro della Browne. Per ora sono riuscito, non senza difficolta', a leggere la sovracoperta. Confesso che dopo poche incertezze, l'ho sistemato a fianco di un Vangelo di S.Giovanni, del Turoldo, regalatomi la primavera scorsa da Paolo S., e mai letto. Entrambi godono attualmente di una localizzazione tranquilla, appartata [ala occidentale della libreria, quinto ripiano] dove dormono i libri che raramente sono investiti dalla furia investigativa del mio interesse. Da li' possono - oltre che dormire sonni tranquilli - godersi il tramonto, quando l'evolversi delle stagioni consente alle ultime luci di farsi strada oltre le propaggini degli edifici che sembrano contrastarne involontariamente il percorso previlegiato verso la zona orientale del soggiorno, dove 'soggiorno' io, quotidianamente [e dove vivono-sopravvivono i libri con le copertine sdruscite, sberciate, afflitte da protesi di carta gommata, per contenerne la vita che ribolle dentro, e che respirano, li sento, alle mie spalle, vicinissimi, quasi parte delle mie fibre piu' interne - si', appena sara' possibile, mi faro iniettare per endovena un certo numero di questi amici, per sentirli bene nelle stesse ossa, essere, o parere di essere, della stessa cellulosa, degli stessi vigori mentali dei loro creatori]. C'e' anche un vaso di 'potus' [credo si chiami cosi'] a non piu' di due braccia dal 'posto', che con le sue foglie e i suoi rami leggeri ma invasivi, si colora di verde-bianco alla luce di una abat-jour con paralume di foggia orientale, pagodiforme, che lo sovrasta amichevolmente, e rende l'intorno simile ad un progetto, un abbozzo boschivo e confortevole; se ci si contenta.
Non devi preoccuparti, comunque, perche' e' assieme a gente rispettabile. Libri letti negli anni '50, e qualcuno forse anche in quelli successivi; insomma Hemingway, Faulkner, Zavoli, la Pivano, Caldwell, Fitzgerald, Pratolini, Colette, Fogar, Garcia Marques, Moravia, Andreotti, ecc. Insomma, ti assicuro che non e' un ambiente del tutto disdicevole. Ci si puo' anche trovar bene.
Per il resto, lo scopo preciso su cui si fonda talvolta la loro esistenza, beh, non e' detto che non faccia la fine di tutti gli altri, anche quello della Browne; e che prima o poi, fra un mese, un anno o chissa' quando, subisca anche lui l'insulto vorace della lettura. Succedono cose strane in questo universo balordo... basta pensare a quei puntini che a migliaia e migliaia trapuntano l'azzurro profondo che sovrasta la notte, e carpiscono la nostra ammirazione, come pensieri di mondi lontani, infinitamente lontanissimi, in festosi voli come di rondini di colori, e invece sono enormi bombe nucleari che sviluppano potenze gigantesche oltre ogni immaginazione, che si divorano e si urtano e si scontrano le une con le altre in immani esplosioni e fughe a velocita' pazzesche verso l'inesistente per poterlo farcire di nuove e piu' infernali esplosioni, lasciando lungo il percorso frammenti immensi di stelle e di galassie a precipitare in pozzi di buio scavati a profondita' inimmaginabili. Si', e' strano, quasi strano, che in un universo di cosi' infinite violenze, ci siano piccole grandi cose, come i libri, che riescano a riposare quasi felici nel mare della tranquillita' che si trovano attorno, tra un cesto di foglie di potus e qualche sguardo raggiunto dal tramonto a volte tremante, di un inizio di inverno.
Non penare per il libro della Browne, F.. Forse sara' raggiunto, prima o poi, e il suo destino si compira'. Ma nel frattempo, nessuno lo straccera', ne' lo castighera' con violenza cosmica. E' protetto, tra amici, esausti, che lo confortano.
Ancora grazie, e a presto,
vency