Frammenti da
Poesie
[ ‘ Gitanjali ’ e ‘ Il giardiniere’]
di Rabindranath Tagore [1861-1941]
Traduzione di Girolamo Mancuso,
Newton Compton Editori, 1975
 

Da GITANJALI

I
‘Quando mi sfiorano le tue mani …
 questo piccolo cuore si perde
 in una gioia senza confini
 e canta melodie ineffabili ‘

III
‘Vorrei parlare, ma le mie parole
 non si fondono in canti
  e impotente grido.’

VII
‘Voglio rendere semplice e schietta
  tutta la mia vita,
come un flauto di canna
  che tu possa riempire di musica.’

XIII
‘Il canto che venni a cantare
  non ho ancora cantato.
Tutto il mio tempo ho passato
 a tendere e ad allentare
le corde del mio strumento.
Il tempo non e’ venuto giusto,
le parole non sono state disposte correttamente.
Nel mio cuore c’e’ solamente
  un’agonia di desideri…’

XV
‘…. La mia inutile vita puo’ soltanto
sgorgare in melodie senza scopo.’

XVII
‘… Trascorso e’ il giorno del mercato,
i lavori sono terminati.
Coloro che invano son venuti
a chiamarmi, sono tornati delusi.
Io attendo soltanto l’amore
 per abbandonarmi alfine
   nelle sue mani.’

XIX
‘… le tue melodie fioriranno
 in tutte le mie foreste.’

XX
‘.. dal sonno mi destavo all’improvviso
e sentivo la dolce traccia d’una strana
  fragranza nel vento del sud...
 … mi pareva che fosse
 l’ardente soffio dell’estate…
 … allora non sapevo …
  che questa perfetta dolcezza
   era sbocciata
 nel profondo del mio stesso cuore.’

XXI
‘… In quale vuoto fissi lo sguardo?
Non senti un fremito passare
nell’aria, con le note d’un canto
che lontano si leva
  dall’altra riva?’

XXII
‘… Il mattino ha chiuso i suoi occhi
incurante degli insistenti richiami
  del vento dell’est.
…I boschi hanno cessato i loro canti,
tutte le porte sono state chiuse.
… Mio solo, mio migliore amico
aperta e’ la porta della mia casa -
…non passare come un sogno.’

XXIII
‘… Di tanto in tanto apro la mia porta
 e guardo nel buio …
 mi chiedo
 dove si trovi il tuo sentiero…’

XXV
… tu stendi il velo della notte
 sugli occhi stanchi del giorno
per ristorare la vista
 con la fresca letizia del risveglio..’

XXVIII
‘Liberta’ e’ il mio solo desiderio..’

XXXV
‘..dove le parole sgorgano
 dal profondo della verità;..’

XXXVIII
‘… Io desidero te, soltanto te.
come la tempesta cerca fine
nella pace, …’

XLI
‘… Io attendo qui lunghe ore tediose,
… mentre i passanti vengono e prendono
i miei fiori, a uno a uno,
finche’ il mio canestro e’ quasi vuoto…’

XLII
‘.. questo nostro pellegrinaggio
  verso nessun paese
  e senza meta alcuna.
… al tuo sorriso intento e silenzioso,
i miei canti eromperebbero
in melodie libere come le onde
libere dalla schiavitù’ delle parole..’

XLIV
‘Questa e’ la mia gioia, attendere e guardare
il bordo della strada, dove l’ombra
insegue la luce, e la pioggia cade
  nella vigilia dell’estate.
… Dall’alba fino all’imbrunire
siedo qui davanti alla mia porta,
e so che all’improvviso arrivera’
il momento in cui potrò’ vedere.
E intanto sorrido
  e tutto solo canto.
.. l’aria si riempie
 al profumo della promessa.’

LIV
[versione integrale]

Nulla ti chiesi, al tuo orecchio
il mio nome non ho sussurrato.
Quando prendesti commiato
rimasi in silenzio.
Ero sola presso il pozzo, dove l'ombra
degli alberi cadeva obliquamente,
alle lor case le donne eran tornate
con le anfore colme fino all'orlo.
Mi chiamarono gridando: < Vieni,
il mattino e' finito, e' mezzogiorno>.
Ma pigramente indugiavo, perduta
in un vago fantasticare.

Quando sei venuto, non udii i tuoi passi;
i tuoi occhi erano tristi
quando si posarono su di me;
la tua voce era stanca
quando mi dicesti a bassa voce
 <Sono un viandante assetato>.
Mi scossi dal mio sogno ad occhi aperti
e dalla brocca versai l’acqua
 nelle tue palme giunte a coppa.
Sopra noi stormivano le foglie,
nell’ombra un cuculo cantava,
e dalla curva in fondo alla strada
 veniva un profumo di fiori di babla.’

Quando chiedesti il mio nome
rimasi senza parole per la vergogna.
Che mai avevo fatto per te
per meritare il tuo ricordo?
Ma il pensiero che avevo potuto
offrirti acqua per calmare la tua sete
restera' nel mio cuore
e lo colmera' di dolcezza.
L'ora del mattino e' tarda,
l'uccello canta in stanche note;
sopra il mio capo
stormiscono le foglie del neem,
e io siedo a pensare e pensare.
 

LVIII
‘.. la gioia, che fa straripare la terra
nel rigoglio sfrenato dell’erba,
.. la gioia che irrompe come una tempesta..
.. la gioia che siede silenziosa..
La gioia che getta nella polvere
 tutto quello che ha
  e non conosce parole.’

LIX
‘La luce del mattino m’ha inondato gli occhi: .. ‘
 

Ho modificato / fuso le LXIX e LXX, ottenendo la seguente:

‘… la corrente di vita che scorre nelle mie vene
e’ la stessa che germoglia gioiosa
dalla terra agli infiniti fili dell’erba
e prorompe in onde tumultuose di foglie e di fiori;

… il mio orgoglio viene dall’eternità’
 che danza nel mio sangue …

Non sei capace d’essere felice
con la felicita’ di questo ritmo?
 di lanciarti, di spezzarti di perderti
 nel vortice di questa terribile gioia?
Tutte le cose avanzano impetuose
non si fermano, non guardano indietro
 nessun potere puo’ trattenerle
 esse scorrono sempre in avanti.

Seguendo il ritmo veloce
 di questa musica incessante
 le stagioni vengono danzando e se ne vanno.
 colori, melodie, profumi
si versano in cascate senza fine
nella gioia straripante che si spande
 e cessa e muore
  nel fuoco di un momento.’
 

LXXIV
‘E’ tempo che vada a riempire
  la mia brocca al ruscello;
… Non so se tornerò’ a casa,
 non so chi potrò’ incontrare.
In una barchetta presso il guado
 uno sconosciuto suona il liuto.’

XCVI
‘Ho assaggiato il miele segreto
 .. che si spande sull’ oceano della luce..’

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Da ‘Il giardiniere

IV
‘.. Osservo il suo volto nell’oscurità’
 e passano ore di sogno.’

V
‘ Sono impaziente e insonne,
sono [come] straniero in una terra straniera.’
 

IX
[versione integrale]

‘Quando a notte vado sola al mio convegno d’amore,
gli uccelli non cantano, il vento non soffia,
le case ai lati della strada sono silenziose.
Sono i miei bracciali che risuonano a ogni passo,
 e io sono piena di vergogna.

Quando siedo al balcone e ascolto per sentire
i suoi passi, le foglie non stormiscono sui rami,
e l’acqua del fiume e’ immobile come la spada
sulle ginocchia d’una sentinella addormentata.
E’ il mio cuore che batte selvaggiamente –
  E non so come acquietarlo.

Quando il mio amore viene e si siede al mio fianco,
quando il mio corpo trema e le palpebre s’abbassano,
la notte s’oscura, il vento spegne la lampada,
e le nuvole stendono veli sopra le stelle.
E’ il gioiello al mio petto che brilla e risplende.
  E non so come nasconderlo.’
 

XI
‘.. Stormi di gru si levano in volo
dall’altra riva del fiume
e improvvise raffiche di vento
passano veloci sulla brughiera.
.. Il cielo e’ coperto di nuvole – e’ tardi.
Vieni come sei; non indugiare a farti bella.’

XII
‘.. E’ scuro come un sonno senza sogni.’

XIV
‘.. Penso a quel giorno ventoso di marzo,
  non so perche’
.. La luce e’ grigia sui campi solitari,
e i contadini aspettano il traghetto.
Lentamente ritorno sui miei passi;
  non so perché’.’

XV
‘Corro come un cervo muschiato,
 pazzo del suo stesso profumo,
 nell’ombra della foresta.
… Smarrisco la strada e cammino
cerco ciò’ che non posso ottenere…’

XVI
‘Questo amore fra te e me
 e’ semplice come una canzone.’

XVIII
‘C’e’ come un riso nei loro passi rapidi
che confonde la mente
di qualcuno dietro gli alberi…’

XXI
‘I giorni chiari della primavera
sono agitati dal vento del sud.’

XXIV
‘.. i nidi degli uccelli
son coperti di sonno.’

XXX
‘Tu sei la nube della sera
 e vaghi nel cielo dei miei sogni.
Io ti dipingo e ti modello
con i miei desideri d’amore.
... T’ho presa e ti stringo, amore mio,
nella rete della mia musica.
.. sei mia, soltanto mia,
 abitatrice dei miei sogni..’

XXXII
‘.. e dimmi infine se e’ proprio vero
che il mistero dell’infinito
e’ scritto sulla mia piccola fronte.’

XXXVII
‘… vuoi mettere la tua ghirlanda
di fiori freschi intorno al mio collo?
Sappi pero’ che la mia ghirlanda
l’ho intrecciata per molte, per coloro
che si vedono in visioni fugaci,
o abitano in paesi inesplorati,
o vivono nei canti dei poeti.’

XLI
‘.. Vorrei sedere silenzioso al tuo fianco,
ma temo che il cuore mi salga alle labbra.. ‘

XLVIII
‘ Liberami dai lacci della tua dolcezza,
amore mio! ...
Questa greve nebbia d’incenso
 fa soffocare il mio cuore.
.. Sono perduto in te,
prigioniero delle tue carezze.
Liberami dai tuoi incantesimi,
ridonami la forza
 d’offrirti il mio cuore liberato.’

L
‘.. spalanca il mio sonno
e saccheggia i miei sogni.’

LI
‘.. Scorda questa notte
 ora che la notte e’ finita. ..’

LIII
‘.. io riprendo il mio cammino.
Il giorno e’ finito.’

LIV
‘ .. gli echi delle voci
 attraversano l’oscurità’
 fino alla palude
  dove dormono le anitre selvatiche.’

LXII
‘.. La sua casa era in fondo a una via..
 Nella brezza della sera
il suo pavone favorito sonnecchiava
sul trespolo, e i colombi
erano tranquilli in un angolo.
.. mi chiese in silenzio: “Come stai, amico mio?”
Tentai di rispondere, ma il nostro linguaggio
era .. perduto, dimenticato.
.. i nostri nomi
non mi venivano in mente
.. rimasi in silenzio.
La lampada oscillo’ nella brezza
della sera, e si spense.’
 

LXIV
‘Io sono l’ospite di nessuno,
alla fine della mia giornata.
La lunga notte m’attende,
   e sono stanco.’

LXVIII
‘.. Ci affrettiamo a cogliere i fiori
per timore che siano strappati
 dal vento che passa. ..’

LXIX
‘.. ma l’incanto dei venti senza dimora
mi ha colpito, non so quando ne’ dove.
.. Corro per monti e per valli
 vago per paesi senza nome…’

LXXI
‘.. Mi affretto ad attraversare il fiume
prima che la notte mi raggiunga. ..’
 

LXXXII
‘Questa notte dalla foresta
ci e’ giunto il richiamo della tempesta.’

LXXXIII
‘Mi destai
e udii il mormorio del torrente,
il frusciare dei deodar nella notte.’

LXXXIV
‘Sopra le risaie verdi e gialle
passano le ombre delle nubi autunnali ..
.. Le anatre
starnazzano allegre,
senza motivo.’



Ogni volta che rileggo Tagore, mi rendo conto che e' stato delittuoso fare questa operazione di selezione.
Tuttavia, ogni volta che la ripercorro, inevitabilmente riprendo la raccolta di Tagore, e mi reimmergo nel suo mondo.
Potrebbe accadere anche ad altri lettori di questa selezione. Non senza vantaggio.