Da GITANJALI
I
‘Quando
mi sfiorano le tue mani …
questo
piccolo cuore si perde
in
una gioia senza confini
e
canta melodie ineffabili ‘
III
‘Vorrei
parlare, ma le mie parole
non
si fondono in canti
e impotente grido.’
VII
‘Voglio
rendere semplice e schietta
tutta la mia vita,
come
un flauto di canna
che tu possa riempire di musica.’
XIII
‘Il
canto che venni a cantare
non ho ancora cantato.
Tutto
il mio tempo ho passato
a
tendere e ad allentare
le
corde del mio strumento.
Il
tempo non e’ venuto giusto,
le
parole non sono state disposte correttamente.
Nel
mio cuore c’e’ solamente
un’agonia di desideri…’
XV
‘….
La mia inutile vita puo’ soltanto
sgorgare
in melodie senza scopo.’
XVII
‘…
Trascorso e’ il giorno del mercato,
i
lavori sono terminati.
Coloro
che invano son venuti
a
chiamarmi, sono tornati delusi.
Io
attendo soltanto l’amore
per
abbandonarmi alfine
nelle sue mani.’
XIX
‘…
le tue melodie fioriranno
in
tutte le mie foreste.’
XX
‘..
dal sonno mi destavo all’improvviso
e
sentivo la dolce traccia d’una strana
fragranza nel vento del sud...
…
mi pareva che fosse
l’ardente
soffio dell’estate…
…
allora non sapevo …
che questa perfetta dolcezza
era sbocciata
nel
profondo del mio stesso cuore.’
XXI
‘…
In quale vuoto fissi lo sguardo?
Non
senti un fremito passare
nell’aria,
con le note d’un canto
che
lontano si leva
dall’altra riva?’
XXII
‘…
Il mattino ha chiuso i suoi occhi
incurante
degli insistenti richiami
del vento dell’est.
…I
boschi hanno cessato i loro canti,
tutte
le porte sono state chiuse.
…
Mio solo, mio migliore amico
aperta
e’ la porta della mia casa -
…non
passare come un sogno.’
XXIII
‘…
Di tanto in tanto apro la mia porta
e
guardo nel buio …
mi
chiedo
dove
si trovi il tuo sentiero…’
XXV
…
tu stendi il velo della notte
sugli
occhi stanchi del giorno
per
ristorare la vista
con
la fresca letizia del risveglio..’
XXVIII
‘Liberta’
e’ il mio solo desiderio..’
XXXV
‘..dove
le parole sgorgano
dal
profondo della verità;..’
XXXVIII
‘…
Io desidero te, soltanto te.
come
la tempesta cerca fine
nella
pace, …’
XLI
‘…
Io attendo qui lunghe ore tediose,
…
mentre i passanti vengono e prendono
i
miei fiori, a uno a uno,
finche’
il mio canestro e’ quasi vuoto…’
XLII
‘..
questo nostro pellegrinaggio
verso nessun paese
e senza meta alcuna.
…
al tuo sorriso intento e silenzioso,
i
miei canti eromperebbero
in
melodie libere come le onde
libere
dalla schiavitù’ delle parole..’
XLIV
‘Questa
e’ la mia gioia, attendere e guardare
il
bordo della strada, dove l’ombra
insegue
la luce, e la pioggia cade
nella vigilia dell’estate.
…
Dall’alba fino all’imbrunire
siedo
qui davanti alla mia porta,
e
so che all’improvviso arrivera’
il
momento in cui potrò’ vedere.
E
intanto sorrido
e tutto solo canto.
..
l’aria si riempie
al
profumo della promessa.’
LIV
[versione
integrale]
Nulla
ti chiesi, al tuo orecchio
il
mio nome non ho sussurrato.
Quando
prendesti commiato
rimasi
in silenzio.
Ero
sola presso il pozzo, dove l'ombra
degli
alberi cadeva obliquamente,
alle
lor case le donne eran tornate
con
le anfore colme fino all'orlo.
Mi
chiamarono gridando: < Vieni,
il
mattino e' finito, e' mezzogiorno>.
Ma
pigramente indugiavo, perduta
in
un vago fantasticare.
Quando
sei venuto, non udii i tuoi passi;
i
tuoi occhi erano tristi
quando
si posarono su di me;
la
tua voce era stanca
quando
mi dicesti a bassa voce
<Sono
un viandante assetato>.
Mi
scossi dal mio sogno ad occhi aperti
e
dalla brocca versai l’acqua
nelle
tue palme giunte a coppa.
Sopra
noi stormivano le foglie,
nell’ombra
un cuculo cantava,
e
dalla curva in fondo alla strada
veniva
un profumo di fiori di babla.’
Quando
chiedesti il mio nome
rimasi
senza parole per la vergogna.
Che
mai avevo fatto per te
per
meritare il tuo ricordo?
Ma
il pensiero che avevo potuto
offrirti
acqua per calmare la tua sete
restera'
nel mio cuore
e
lo colmera' di dolcezza.
L'ora
del mattino e' tarda,
l'uccello
canta in stanche note;
sopra
il mio capo
stormiscono
le foglie del neem,
e
io siedo a pensare e pensare.
LVIII
‘..
la gioia, che fa straripare la terra
nel
rigoglio sfrenato dell’erba,
..
la gioia che irrompe come una tempesta..
..
la gioia che siede silenziosa..
La
gioia che getta nella polvere
tutto
quello che ha
e non conosce parole.’
LIX
‘La
luce del mattino m’ha inondato gli occhi: .. ‘
Ho modificato / fuso le LXIX e LXX, ottenendo la seguente:
‘…
la corrente di vita che scorre nelle mie vene
e’
la stessa che germoglia gioiosa
dalla
terra agli infiniti fili dell’erba
e
prorompe in onde tumultuose di foglie e di fiori;
…
il mio orgoglio viene dall’eternità’
che
danza nel mio sangue …
Non
sei capace d’essere felice
con
la felicita’ di questo ritmo?
di
lanciarti, di spezzarti di perderti
nel
vortice di questa terribile gioia?
Tutte
le cose avanzano impetuose
non
si fermano, non guardano indietro
nessun
potere puo’ trattenerle
esse
scorrono sempre in avanti.
Seguendo
il ritmo veloce
di
questa musica incessante
le
stagioni vengono danzando e se ne vanno.
colori,
melodie, profumi
si
versano in cascate senza fine
nella
gioia straripante che si spande
e
cessa e muore
nel fuoco di un momento.’
LXXIV
‘E’
tempo che vada a riempire
la mia brocca al ruscello;
…
Non so se tornerò’ a casa,
non
so chi potrò’ incontrare.
In
una barchetta presso il guado
uno
sconosciuto suona il liuto.’
XCVI
‘Ho
assaggiato il miele segreto
..
che si spande sull’ oceano della luce..’
___________________________________________
Da ‘Il giardiniere’
IV
‘..
Osservo il suo volto nell’oscurità’
e
passano ore di sogno.’
V
‘
Sono impaziente e insonne,
sono
[come] straniero in una terra straniera.’
IX
[versione
integrale]
‘Quando
a notte vado sola al mio convegno d’amore,
gli
uccelli non cantano, il vento non soffia,
le
case ai lati della strada sono silenziose.
Sono
i miei bracciali che risuonano a ogni passo,
e
io sono piena di vergogna.
Quando
siedo al balcone e ascolto per sentire
i
suoi passi, le foglie non stormiscono sui rami,
e
l’acqua del fiume e’ immobile come la spada
sulle
ginocchia d’una sentinella addormentata.
E’
il mio cuore che batte selvaggiamente –
E non so come acquietarlo.
Quando
il mio amore viene e si siede al mio fianco,
quando
il mio corpo trema e le palpebre s’abbassano,
la
notte s’oscura, il vento spegne la lampada,
e
le nuvole stendono veli sopra le stelle.
E’
il gioiello al mio petto che brilla e risplende.
E non so come nasconderlo.’
XI
‘..
Stormi di gru si levano in volo
dall’altra
riva del fiume
e
improvvise raffiche di vento
passano
veloci sulla brughiera.
..
Il cielo e’ coperto di nuvole – e’ tardi.
Vieni
come sei; non indugiare a farti bella.’
XII
‘..
E’ scuro come un sonno senza sogni.’
XIV
‘..
Penso a quel giorno ventoso di marzo,
non so perche’
..
La luce e’ grigia sui campi solitari,
e
i contadini aspettano il traghetto.
Lentamente
ritorno sui miei passi;
non so perché’.’
XV
‘Corro
come un cervo muschiato,
pazzo
del suo stesso profumo,
nell’ombra
della foresta.
…
Smarrisco la strada e cammino
cerco
ciò’ che non posso ottenere…’
XVI
‘Questo
amore fra te e me
e’
semplice come una canzone.’
XVIII
‘C’e’
come un riso nei loro passi rapidi
che
confonde la mente
di
qualcuno dietro gli alberi…’
XXI
‘I
giorni chiari della primavera
sono
agitati dal vento del sud.’
XXIV
‘..
i nidi degli uccelli
son
coperti di sonno.’
XXX
‘Tu
sei la nube della sera
e
vaghi nel cielo dei miei sogni.
Io
ti dipingo e ti modello
con
i miei desideri d’amore.
...
T’ho presa e ti stringo, amore mio,
nella
rete della mia musica.
..
sei mia, soltanto mia,
abitatrice
dei miei sogni..’
XXXII
‘..
e dimmi infine se e’ proprio vero
che
il mistero dell’infinito
e’
scritto sulla mia piccola fronte.’
XXXVII
‘…
vuoi mettere la tua ghirlanda
di
fiori freschi intorno al mio collo?
Sappi
pero’ che la mia ghirlanda
l’ho
intrecciata per molte, per coloro
che
si vedono in visioni fugaci,
o
abitano in paesi inesplorati,
o
vivono nei canti dei poeti.’
XLI
‘..
Vorrei sedere silenzioso al tuo fianco,
ma
temo che il cuore mi salga alle labbra.. ‘
XLVIII
‘
Liberami dai lacci della tua dolcezza,
amore
mio! ...
Questa
greve nebbia d’incenso
fa
soffocare il mio cuore.
..
Sono perduto in te,
prigioniero
delle tue carezze.
Liberami
dai tuoi incantesimi,
ridonami
la forza
d’offrirti
il mio cuore liberato.’
L
‘..
spalanca il mio sonno
e
saccheggia i miei sogni.’
LI
‘..
Scorda questa notte
ora
che la notte e’ finita. ..’
LIII
‘..
io riprendo il mio cammino.
Il
giorno e’ finito.’
LIV
‘
.. gli echi delle voci
attraversano
l’oscurità’
fino
alla palude
dove dormono le anitre selvatiche.’
LXII
‘..
La sua casa era in fondo a una via..
Nella
brezza della sera
il
suo pavone favorito sonnecchiava
sul
trespolo, e i colombi
erano
tranquilli in un angolo.
..
mi chiese in silenzio: “Come stai, amico mio?”
Tentai
di rispondere, ma il nostro linguaggio
era
.. perduto, dimenticato.
..
i nostri nomi
non
mi venivano in mente
..
rimasi in silenzio.
La
lampada oscillo’ nella brezza
della
sera, e si spense.’
LXIV
‘Io
sono l’ospite di nessuno,
alla
fine della mia giornata.
La
lunga notte m’attende,
e sono stanco.’
LXVIII
‘..
Ci affrettiamo a cogliere i fiori
per
timore che siano strappati
dal
vento che passa. ..’
LXIX
‘..
ma l’incanto dei venti senza dimora
mi
ha colpito, non so quando ne’ dove.
..
Corro per monti e per valli
vago
per paesi senza nome…’
LXXI
‘..
Mi affretto ad attraversare il fiume
prima
che la notte mi raggiunga. ..’
LXXXII
‘Questa
notte dalla foresta
ci
e’ giunto il richiamo della tempesta.’
LXXXIII
‘Mi
destai
e
udii il mormorio del torrente,
il
frusciare dei deodar nella notte.’
LXXXIV
‘Sopra
le risaie verdi e gialle
passano
le ombre delle nubi autunnali ..
..
Le anatre
starnazzano
allegre,
senza
motivo.’