Selezione da ' PENSIERI di un BIOLOGO ' di Jean Rostand
Paris, 1954. Ediz. Borghese, 1968.


Il biologico ignora il culturale
Di tutto quello che l'uomo ha appreso,
sperimentato, provato lungo i secoli,
niente e' passato nella sua bestia.
Nulla del passato ha impregnato la sua essenza...
...l'umanita' non matura nella sua carne..
..se la civilta' intera fosse distrutta,
l'uomo dovrebbe ricominciare tutto,
dovrebbe ripartire dallo stesso punto da dove e' partito
cento / duecentomila anni fa'...
..LA CIVILTA' DELL'UOMO NON RISIEDE NELL'UOMO MA
NELLE BIBLIOTECHE, NEI MUSEI E NEI CODICI..

Da dove viene l'uomo?
Da una discendenza eteroclita di bestie oggi scomparse,
..gelatine marine, vermi striscianti, pesci viscidi, mammiferi pelosi..
L'uomo e' tutt'altro che l'opera di una lucida volonta'.
I processi ciechi e disordinati che lo hanno concepito
non ricercavano niente..
Egli nacque senza ragione e senza scopo, come..tutti gli esseri,
non importa come, non importa quando, non importa dove.
...questa creatura paradossale,
oppressa dalla sua superiorita',
che deve soltanto un'aggiunta di tormenti
all'ipertrofia della sua intelligenza e della sua affettivita',
che passa la vita nello spavento e nella morte,
che s 'attacca smisuratamente ad altre creature effimere,...
..troppo bestiale o troppo poco,
...non sa difendere il suo cuore contro i sogni
che la ragione gli vieta...
TUTTO quello a cui tiene, tutto quello in cui crede,
tutto cio' che conta ai suoi occhi
e' cominciato in lui e finira' con lui.

Egli e' solo, estraneo a tutto...In nessuna parte trova
un'eco...delle sue esigenze spirituali.


Il vero piacere dello scienziato
e' di respirare, di quando in quando,
l'aroma impareggiabile della verita'
allo stato nascente.

Ho fame soltanto della mia verita'
Jean Rostand