P R I M A   R A C C O L T A
 

marzo

La salvia splendens
si e’ schiusa
nel sole quasi marittimo
di questa giornata di settembre ..
le siepi sono coperte di foglie
tutto si e’ fermato
come dopo la pioggia;
 il giallo pallido dei grappoli
delle gaggie
turba la densita’ cupa
di questo verde agitato dal vento.
La doppia striscia di un aereo alto
descrive una strada bianca nel cielo,
e l’aria si distende, si ferma.
 
 

Ombra

L’ombra si abbarbica all’aria
e si allontana
nella natura della memoria
raccoglie solo le foglie
di un profondissimo autunno
e chissa' dove conduce
silenziosamente
questo grumo di sterpi quasi secchi
questo groviglio di sordi ritorni
evocati dalla voce
che inutilmente la prende
che inabilmente la tiene..
 
 
 

un riflesso

un turbamento
un movimento breve
una cincia
un soffio
un fremito
 tra le foglie
un'occasione, un vettore, un evento
un progetto di sentiero
una rincorsa
una sorgente
dove veglia il tempo
dove lo specchio e' il tuo sguardo
sospeso
in questo profumo d'aprile
in questa sera
senza respiro
solo un movimento del pensiero
che non esce dalla memoria:
il tuo viso.
 
 
 

Calore

Sono non le parole
ma i tremori
i lievi sussulti, i sospetti
le carote di brune pannocchie dorate
a smuovere un fragore di boschetti di alberi,
di notti lunghe,
di tinozze gia’ piene e recise;
di sospiri umici, inattesi e raggiunti
col rumore della mano del silenzio
nel pastoso infibularsi della nebbia
piu’ fitta piu’ accavallata
sui covoni delle case.
 
 
 
 
 

ciliegi

sui ciliegi appesi alle nuvole
 i nastri dei sogni tremano...

l'ombra della vita si accuccia tra i cuscini
ha imparato a divenire piu' lentamente
a perdere piu' sicuramente;
alle parole dolenti che vengono come pensieri
io piego le funi del tempo
le palpebre umide dei cassetti
le radici che le mani hanno scoperto
in forma di ruote e di stanghe
nella luce del silenzio
 
 
 

L’amarezza

L'amarezza vien fuori lentamente
e non sorprende nessuno
nemmeno il silenzio;
su una strada nascosta
vicino al bosco
ho posato il cappotto
ma non ho freddo,
o forse non lo so;
ho preso per mano il silenzio
perche' si sogna meglio nel buio..
ed e' venuta fuori lentamente
senza mordere nessuno
quest'amarezza
 
 

Case selvatiche

Anitre selvatiche crepano tra i giunchi
umidi e scarni della brughiera
e paion sparpagli
ingollati nell'acqua e nel vento
come sugheri australi
su una cassa d'erba;
porcherie di finestre brancicanti nel vuoto
sputi nel ventre di una cornacchia adusta
spronano ancora
come allora
i porcili della fame..
lamenti di cani sepolti
paventano silenzi pieni,
mordono la sera
 
 
 

respiro

E' verde il respiro che torna,
come il primo grigio dell'autunno
che nessuno porta;
fuma come la nebbia di paesi rossi
come solai che la campagna lontana
abbandona oltre le nuvole..
vorrei tenere la guancia sul camino
la bocca nella terra dei mattoni
inseguire le righe che li portano
dormire coi pensieri sulle tegole.
 
 

Sale di mare

Voglia di vivere, voglia di morire
voglia di correre e correre
voglia caduta
buio che sporge e respira
impraticabile germoglio
uva che cresce e s'invina
canzoni di cani alla luna...
stormire, seminare..
le braccia piu' ampie dell'aria..
voglia inutile,
sasso nell'acqua,
neve, solamente piu' fredda.
 

Notturno

C'e' un frammento di respiro
come un'ala
che non appartiene a nessuno,
e' il grano della spiga
che nel crepuscolo
e' caduto giu'..
e non ho sentito il rumore
solo lo sbattere di una persiana
in lontananza
ha rimandato un richiamo solitario,
poi piu’ niente
 

infinito

Quando le porte dell'infinito
ci si aprono davanti agli occhi
e i sogni macabri e inumani del delirio
ci appaiono nella loro diamantina bellezza..
il colore dei nostri pensieri
vaga tra gli specchi di un crepuscolo eterno
illuminato a tratti
da candele d'ebrezza.
 
 
 
 

Trasparente

C'e' cosi' poco
su questa strada..
una carrozza
che frange il mio silenzio..
una grossa goccia
sui vetri
che si allunga
giu' in fondo,
che scivola un sentiero
come nell'anima
come s' una guancia,
trasparente
 
 

Bestiale germania

La morte ha una mano
che lentamente prende i rami avulsi
sulla pelle
vivono lunghi
i ciuffi intensi della muffa..
con un po' di rumore
nel buio
scorre il fiume,
sotto i ponti non c'e' niente,
solo ombra.
 

camminata nel buio

Raccolgo il gelo dell'ombra
venuta sui tuoi capelli
nel cielo della notte..
buona fortuna, caduta di stelle
sul cerchio della bocca
bianco pensiero di vento
piu' forte e piu' freddo
sentiero che cresce e strada ampia,
acqua
sonaglio di luce nel vuoto del torrente..
desiderio di una lampada davanti alla luna
 
 
 

Carra’

Sotto il carretto,
guardo la strada dalle ruote,
la strada con i lampioni che luccicano
le insegne specchiate nell'acqua distesa
tra le foglie..
ho visto il coleottero incurvato,
il vecchio basco sulla testa bianca
tutto felice;
vorrei mangiare garofani rossi a colazione!
 
 
 
 
 

    ad un puledro verde

Il profumo dei funghi cresce
nel sottobosco
cavalli di ginepro
all'impazzata
scopano di tamburi la radura;
Solo un puledro vorrei baciare
fresco con le dita
vorrei sentir l'odore di ginepro
sotto la criniera
destare il vuoto malinconico degli occhi
rigare con un dito,
leggermente,
il sogno del suo viso
sui miei occhi..
Corri puledro,
ti do' tutta l'aria mia
voglio che ridano i cespugli
voglio che cantino le foglie
e giostrino,
Corri, puledro!
 
 
 
 
 

Sotto i ponti

Il cane viene di lontano,
si e' fermato a guardare
la carogna che ha una lampada
in un buco della pancia..
mi sono fermato solo un giro di chiave
sotto il ponte di rame
e non c'e' niente, sotto
per dormirci con gli asini..
c'e' solo la brama diversa
spigolata intorno come una canna..
sto cosi' bene qui'..
c'e' un sacco di granoturco
per tutta la notte, non parlera' nessuno.
 
 
 

rospo

Io non sono che un rospo
un povero rospo malinconico
e pieno di freddo
occhi pieni di fango
ossa gonfie di nebbia e d'acqua..
io non sono che un rospo
un povero rospo bagnato
e pieno di freddo,
con gli occhi pieni di fango
le ossa gonfie di nebbia,
che cadono, che cadono
 

l’orologio

Nell'ora che ha teso i germogli
il fiume ha rotto gli sguardi di vetro
che sostengono gli incunaboli
sui divani dell'estate, nella penombra..
cerco un suono formidabile
che ha paura di incedere
raccolgo la segale e il vino
e ne rimpiango la bocca;
Non ho parole per te;
aspetto che l'orologio si fermi,
che calchi le mani sulle corna delle lancette
e le adeschi, le uccida!
 
 

Uomo

La voce assordante della strada
morde incessanti sussulti di voci e di ombre..
psicologia della morte,
psicologia della quasi rotonda fortuna
di sentirmi morire uomo
uomo,
uomo di inquietudini e di parole,
catino di pendagli e di lucertole
semichiusa candela delle labbra
nella coppa delle elitre..
morire, vorrei, nelle tue braccia,
per dire finalmente:
ho finito,
ho finito,
sono libero!
 
 
 

Siamo soli

Ognuno vive solo, disperatamente solo
i fantasmi della comunita' e del destino
non sono che lacrime e sofferenze;
null'altro;
la verita' e' rimasta qual'era all'inizio del mondo
e nessuno vorrebbe sognarsi ch'e' una cosa incisiva.

A che servono gl'improvvisi tepori che sgelano le palpebre?

Poco dopo, come se gocce di sangue fossero sputi di ubriachi,
ognuno ritorna lontano;
ci sentiamo tra le braccia  una solitudine piu' piena e piu' grande;
ricominciamo a vivere
dimentichiamo che si e' soli;
disperatamente soli.
 
 
 
 

una voce

Dormire,
quando l'esca perduta in sogno
affonda nel grembo dell'acqua
non c'e' nessun rumore intorno
e sento venire dal fondo
un silenzio,
un pensiero..
il mio cappello dorme sullo steccato
ma non so dove sia..
ancora ritorno a raccogliere la mia immobilita'
ancora riascolto il pensiero leggero
che cammina da se' nel sentiero sui rami;
riaprire l'onda dell'acqua con un filo lungo,
a che serve?!
e' la voce piu' fonda,
che non posso toccare,
che non abbocchera' mai!
 
 
 

Ragazzi

I ragazzi sono mele fiorite
quando il bianco delle luci
distese vergini sulle pareti
tinge le prime terre..
non c'e' frantumarsi di cristallo
non c'e' involarsi colorato di pinguini
che ti assomigli,
che ti raccolga e t’imbianchi,
te, sorella dell'acqua
infrescata dall'aria e dal vento..
terra seminuda
fascio di corbezzoli e mandorli,
aria e luce bianca
mattinata, di luce
 
 

intorno

Questi abeti radicati di verde
queste vetrate di betulle
queste cortine di roveri
si aggrappano ai fili tesi
ipertesi degli anni
camminano sui capelli
sono solo sentieri
che corrono tra due universi
folgorazioni di pensieri
sono gestalt di nervi,
sguardi lungo due confini;

nell'aria s'imbianca un mondo di cannibali
ancora ritorna una voce,
la  penultima,
struggente virilita' di una foglia,
morte, lunghissima adolescenza della vita,
Vincent