Dal PASSATO
 con la bestia umana; molto affamata,  molto disperata
 e un po' cannibale
 

Frammenti tratti da:
'Il pane selvaggio', di P. Camporesi, Il Mulino Intersezioni, 1983
 

'La miseria e la fame appartenevano .. alla categoria delle res naturales, divenute croniche ed endemiche in Occidente specialmente nei secoli XVI-XVIII..'    p.28

'..in Padoa del 1529 ogni mattina si ritrovavano per la citta' vinticinque e trenta morti di fame sopra i lettami nelle strade. Li poveri non avevano effigie umana. [G.B. Segni, 1602, 'Trattato sopra la carestia e la fame, ..',Bologna, G. Rossi ed.]    p.19

'[si faceva]  uso di astringenti come le sorbe, o il surreale stratagemma di tapparsi <<la busa de soto>>. In tal modo gli escrementi non potendo uscire, avrebbero mantenuto piene le budella .. neutralizzando la fame.    p.34

'Gli europei - pare - si mangiavano fra di loro soltanto in condizioni di estrema necessita', durante i tragici assedi, le carestie gravissime o in caso di drammatici naufragi.'  p.55

'Francesco Panfilo da Sanseverino... nel poemetto Picenum aveva descritto i riti orgiastici in onore della dea della vita che si svolgevano nelle grotte di Cupramontana ... culminanti con l'uccisione e l'ingestione d'un bambino;..'     p.60

'<I Brasiliani - scriveva [l'abate Raynal] hanno una somma ambizione di fare dei prigionieri. Questi sono condotti nel villaggio de' vincitori, dove poi sono scannati, e mangiati con gran preparativi.>' ['Storia filosofica e politica degli stabilimenti e del commercio degli europei nelle due Indie', 1776]   p.58

' [Era l'uso dei]  Massageti  - secondo il racconto di Erodoto - [che] <..allorquando uno diviene vecchio, tutti i prossimi convenendo lo sacrificano...e lessate le carni, banchettano. Cio' essi stimano beatissimo; e quegli che finisce per malattia non mangiano, ma il sotterrano, reputando disgrazia che non sia pervenuto al sacrificio.>' [da A. Mustoxidi Corcirese, 'Le Nove Muse di Erodoto Alicarnasseo', Sonsogno, 1820]  p.40

'Scrive infatti il Tommaso Garzoni che < i Massageti si mangiano i lor morti parenti parendoli piu' onesta sepoltura il ventre dell'uomo, che quello de' vermi. ... Gli Essedonsciti costumavano nella morte di padre e madre cantare e stracciargli i corpi coi denti, e con carne di pecora mescolate mangiargli.> [da 'La piazza universale di tutte le professioni del mondo', Somasco, 1587, p.446]  p. 40-41

'Anche i Padi delle Indie Orientali seguivano un rito non dissimile: <Ogni volta che accade ad infermarsi uno di loro, uomo, ovvero donna, ... i piu' famigliari e cari suoi l'ammazzano...e sel mangiano.> [P. Messia, 1638, 'Della Selva rinovata']  p.41

A proposito dell'antropofagia nei Caraibi  '..gli indigeni delle Indie Occidentali [erano] soliti a divorare i figli usciti caldi dal ventre delle serve, e i nemici catturati in battaglia, nutriti e ingrassati, come maiali nei porcili, in appositi recinti.'[G. Cardani, 'De rerum varietate libri XVII', Avignone, 1558] p. 56

Gli Aztechi, che sacrificavano alle loro divinita' molti prigionieri di guerra, ad ognuno di loro '.. tosto che il sacrificavano gli tagliavano la testa per conservarla nell'ossame, e precipitavano il corpo per le scale all'atrio inferiore, donde lo prendeva quell'uffiziale o soldato che lo aveva fatto prigione e lo portava in casa sua per farlo cuocere e condire e far con esso un pranzo a' suoi amici.'[G. Biasini, 'Storia antica del     Messico', Cesena, 1780]  p.59

".. l'antropofagia ...[era] un pratica non ancora caduta in disuso nel '500 e '600. Il gesuita Menochio... discetta di <quelli che stimolati dalla fame, o per barbaro costume, mangiano carne umana; e se in qualche caso si possa mangiare senza peccato.>[Menochio, 1724]    p.40

'Indubbiamente ... forme disperate di cannibalismo erano nel XVII secolo non infrequenti nell'Europa Occidentale. ... <.. les carognes des betes mortes etaient recherchees; ..Enfin on en vint a la chair humaine> [Delumeau, 1978] p. 39

'Alla fine del XVI secolo Giovanni Botero prendeva nota impassibilmente che gli abitanti ... dell'Hirlanda  .. <hanno ancora dell'agreste e del selvatico assai... stimavano cosa laudabile il mangiare i loro genitori morti.>' [G. Botero, 1595, 'Relatione universale dell'isole fino al presente scoverte' ]  p.58

<Taluni furono che sotto la violenza della fame [VI secolo] mangiaronsi l'un l'altro;  e dicesi pure che due donne in certa campagna al di la' di Rimini mangiassero diciassette uomini: poiche' sendo esse sole superstiti in quel villaggio, coloro che di la' viaggiavano andavano a stare nella casa da loro abitata, ed esse, uccisili mentre dormivano, se ne cibavano.> [J. Delumeau, 1978, 'La peur en Occident (XIV-XVIIIe siecles). Fayard, Paris]    p.21

'Al tempo della guerra dei Trenta Anni [1618-1648] ... Alcuni abitanti della Picardia, <.. ils se mange les bras et les mains et meurent dans le desespoir.>[J. Delumeau, 1978, 'La peur en Occident (XIV-XVIIIe siecles). Fayard, Paris]   p.39

'<non e' cosa ne' cibo - osservava Gerolamo Manfredi, medico astrologo bolognese del tardo Quattrocento - che piu' sia conforme al nutrimento dell'uomo quanto la carne umana>'    p.14

'..nel territorio riminese ... in un villaggio posto nelle immediate vicinanze della Linea Gotica, nel terribile inverno del 1943-1944, si verificarono episodi di macellazione clandestina e di consumo di soldati morti. Le loro carni, in parte fresche e in parte salate, aiutarono a risolvere la crisi di sussistenza della piccola comunita' indigena, fornendo una provvidenziale razione di cibo altamente proteico.' p. 22

'Si vede quasi ognuno ridutto a magrezza sformata a guisa di mumie, si che' ... la pelle parla, sostenuta dall'ossa con pochissima carne. E va' dove vuoi, che non s'incontrano per le strade se non tristezza, malinconia, debilita', mestizia, miseria e morte.' [G.B. Segni 'Trattato sopra la carestia e la fame', 1602]  p. 20

'Un universo di violenza e di conflittualita' permanente, per conservare con la morte delle cose  e l'assassinio della natura una vita incerta e precaria: 'Viviamo per la forza, poiche' mangiamo per la forza che alla terra facciamo co'l sudore e co'l ferro perche' ella ci dia il cibo. Ci vestiamo per la forza che agli animali facciamo spogliandoli della lor lana...Ci ripariamo dal ferddo e ci difendiamo dalle tempeste con la forza che alle piante e alle pietre facciamo ... Niuna cosa si serve  ne' giova volentieri, ne' possiamo noi vivere se non con la morte delle altre cose..'[G.M.Bonardo, in 'Della miseria et eccellenza della vita humana.', 1586] p. 23

''Il passo della storia e' stato scandito dalle vicende dei morbi e delle epidemie e la vita sociale si e' mossa in sintonia col ritmo delle leggi epidemiologiche..' p. 29

'Le relazioni dei missionari di san Vincenzo insistono sulla tragica realta' dell'autofagia nella Francia del Seicento'    p.35

'Anche i Padi << ogni volta che accade di infermarsi uno di loro..i cari suoi l'ammazzano.. e sel mangiano; .. pochi di loro diventano vecchi e di lunga eta'>>'[Autori vari] p. 41

'Se l'uso della carne umana - sia pure della carne speziata e aromatizzata dei cadaveri mummificati ..- era non solo confortato nella terapia medica ... ma anche praticato fino al XVIII secolo nella preparazione di certi elisir e nella terapia di paralisi e apoplessie, riusciva piuttosto arduo dimostrare l'inopportunita' morale di astenersi da questo tipo di alimentazione  <<in extrema necessitate famis>>...' p. 52

Secondo ' l'opinione di G. Monreali - medico reggiano attivo nella prima parte del XVIII secolo - che le carni umane, e specialmente quelle degli adolescenti, manifestino un violento odore acido verminoso, ...' p. 53

Sempre l'abate Rayal dice che 'V'e' chi pretende esserne trovati alcuni [fra gli spagnuoli alla conquista del Nuovo Mondo] ... che avessero fin fatto voto di trucidare, in onore de' dodici Apostoli, dodici indiani il giorno. ..'    p.61

'Nell'anno 890 scrive Hermano Contratto esser stata cosi' crudel fame che ridusse gli uomini a mangiarsi l'un l'altro. Nel 1396, scrive Matteo Palmieri esser stata cosi' gran fame che le turbe de' mendicanti vivevano di vitto umano, e che a pena si sostentavano. Martino Cromero nell'11° libro delle Storie de' Polacchi dice che nell'anno 1315 cosi' acerba fame afflisse la Polonia che non solo dai cadaveri, ma dallo sterco non si astenevano gli uomini, e i padri si voltavano contro i figliuoli e questi contra quelli. Nel 1359, scrive Matteo Palmieri, fu si gran fame in Italia che mangiavano carne umana. Nell'anno 567 fu si orrenda fame similmente in Italia e massime nella Liguria che, per relazione di Paolo Diacono, piu' madri si mangiarono i propri figliuoli.. Nell'anno 1006 Sigisberto scrive che fu tanta fame e mortalita' insieme che per tedio di portare i morti alla sepoltura, spesse volte i morti con i vivi si seppellivano. [Segni, 'Trattato sopra la carestia e la fame...'].   p. 104


Postilla.
 

'..Ritual cannibalism was practiced [by Iroquois indians] in the belief that one could acquire the victim's valor by eating his heart and flesh and drinking his blood.' [R.A. Gould, Amer. Museum of Nat. History, 1981]

'The basis of the priest's authority was his miraculous and unique power to change the Eucharistic elements into the very body and blood of Christ. ... God again became flesh, ....By eating the body of Christ the communicant shared his death and resurrection;...' ['The Columbia History of the world', J.A. Garraty & P. Gay Editors, Harper & Row Publishers, NY & London, 1981, p. 518]

Il Cannibalismo e' piu' spesso legato a superstizione, al desiderio di imposessarsi di alcune qualita' del defunto.

La mattina estiva e’ fresca.Ideale, per stare un po’ con ‘The Columbia History of the world’ [Autori Vari, J.A. Garraty & P. Gay Editors, Harper & Row Publishers, NY & London, 1981, p. 518] uno dei miei testi preferiti. La lettura e’ fluida, appagante.

Ma improvvisamente leggo:".. the basis of the priest authority was his miracolous and unique power to change eucharistic elements into the very body and blood of Christ....When the priest said, "This is my body", ...He reenacted on the altar the incarnation and crucifixion. God again became flesh, Christ again died sacrificially, for man's salvation.By eating the body of Christ ..." Gia’ l’incarnation mi smuove un po lo stomaco; la crucifixion, mi fa orrore. Ma poi l'evidenza carnale di quel flesh (carne) e di quell' eating seguito dal body (mangiare masticando il corpo) mi fanno orrore, mi fanno rivoltare lo stomaco piu' di una bistecca cruda di cavallo (se non altro condita con sale, pepe, succo di limone e olio); mi fa pensare ad una fetta di carne umana tratta da una coscia di qualcuno …. Insomma una forma di cannibalismo indecente e primitivo, rivoltante. Selvaggio, vergognoso. 

Vado a curiosare tra il cannibalismo storico e protostorico: gli Aztechi che si facevano la carne dei prigionieri sacrificati ‘.. symbolizing form of communion with the deities..’[P. Armillas, Southern Illinois University, 1981]; il cannibalismo rituale degli Irochesi;il cannibalismo nella Melanesia [Isole Figi], nella Polinesia [Isole Marchesi, Isole di Pasqua], nella Nuova Zelanda [i Maori], in Australia, nella Nuova Guinea, a Sumatra; nel Congo, in Nigeria, in Angola; nelle Antille, nei Caraibi, in Amazzonia, in Columbia, nel Cile, ecc.ecc.. Insomma, quasi tutti i selvaggi, debbono averci trovato un po’ di gusto a mangiarsi l’un l’altro, a quanto pare. Solo pochi hanno provato dopo cottura, stando ad una brevissima indagine che ho fatto; tutti avanti con carne sanguinolenta. E pare che tutti lo facessero [lo facciano?] a titolo rituale, per migliorarsi fisicamente e/o spiritualmente, in funzione delle prevalenti doti del povero ‘consumato’. 

Si puo’ ammettere insomma che ci sia un’ analogia discretamente forte, tra questo mangiare la fleshe bere il blood di Cristo, e il cannibalismo piu’ animalesco, piu’ bestiale e selvaggio; meglio adatto agli usi dei grandi felini africani. 

Non posso credere che i cattolici che si comunicano - ne’ che la maggior parte di quelli che comunque si considerano cattolici - possano veramente credere nella transustanziazione. Possano veramente, mentre si accostano al sacramento, credere di stare per ingerire carne e sangue di qualcuno. Se cosi’ fosse, sarebbero da fuggire come la peste. Nemmeno i nazisti li mangiavano crudi; li arrostivano, si’;ma fino alla combustione totale. Giuro che se fossi avvicinato da una persona [?] che crede veramente di cibarsi della flesh e del blood di qualcuno, tutte le mattine a digiuno, o anche solo la domenica, e almeno una volta a Pasqua, fuggirei a gambe levate. Spaventato dalla selvaggia felinita’ della cosa. Atterrito dall’ indecenza di unapratica cosi’ infame.

Eppure, e’ vero; nella religione cattolica, l'eucarestia e' proprio il sacramento contenente sotto le specie o apparenze del pane e del vino, il corpo, il sangue, ecceteradel Cristo. La realta' della presenza corporea di Cristo, ripetutamente affermata dalla Chiesa cattolica, e’ dogma cattolico dalla 13esima sessione del Concilio di Trento. La transustanziazione, concetto inventato pare da papa Alessandro III, [~1150] fu giustamente respinto da Martin Lutero e dal Protestantesimo.

L'interpretazione di una trasformazione non sostanziale, ma solo simbolica, e' stata respinta anche recentemente da papa Pio XII con l'enciclica 'Humani generis' del 1950, e riaffermata da Paolo VI nel 1965 {“..Cristo Signore è presente nel sacramento dell’eucaristia per la transustanziazione.Ma perché nessuno fraintenda questo modo di presenza, Cristo non si fa presente in questo sacramento se non per la conversione di tutta lasostanza del pane nel corpo di Cristo e di tutta la sostanza del vino nel suo sangue;….Avvenuta la transustanziazione, le specie del pane e del vino ..contengono unanuova "realtà".. poiché convertita la sostanza o natura del pane edel vino nel corpo e sangue di Cristo, nulla rimane più del pane e del vino…” [Mysterium Fidei’ Enciclica di Paolo VI, 1965]}.

Perche' poi anche la memoria della reincarnazione e del sacrificio, potrebbe essere infine salvaguardata con altri riti, meno crudi (ma, prego, non cuocete la carne!) e meno selvaticamente cannibaleschi.Meno medievali,meno schifosamente infami.
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