da
"Storia Economica dell'Europa
pre-industriale" (1974)
di Carlo M. Cipolla, 2002, Il Mulino/Biblioteca
 

p. 186
"   La caratteristica fondamentale delle societa' pre-industriali era quella della loro estrema vulnerabilita' a calamita' di tipo diverso. ... Guerra, carestia ed epidemia provocavano di continuo drammatiche punte di mortalita' catastrofica.  Dei tre malanni, la guerra era <<direttamente>> forse la meno esiziale. La gente ne parlava con terrore perche' le atrocita e le nefandezze commesse dalla soldataglia colpivano la fantasia di tutti.

p. 152
La malvagita' della soldataglia del tempo non aveva limiti, basti citare il  seguente caso:  nell'ottobre del  1500 un
distaccamento dell'esercito papale entro' nel contado di Perugia e alloggio' per quattro giorni in Torciano, Diruta e Bettona:
 '..e qui i soldati usarono grande esorbitanzie; e primo e ante omnia non  remase alcuna cosa' da mangiare e anco  non remase  vino che' con quello lavavano li piedi a li cavalli e quello che no poddero bevere  gettarono via per terra. Et nel loro partire usarono anche questa gentilezza che a tutte le botti del vino moscatello cacarono in esse a  cio' che  niuno ne avesse bene (Matarazzo, Cronaca).'

.. Lo storico  riesce  sovente  a  mettere  cifre  al  posto  della prosa  e a confermare con dati di fatto i lugubri e angosciosi racconti del tempo.  A  seguito  dell'invasione  normanna  nel  1066, su 264 villaggi esistenti  nel  Cheshire   (Inghilterra),  52 furono completamente distrutti. Nel 1070, a seguito delle ulteriori campagne di Guglielmo  il  Conquistatore, il  numero dei  villaggi distrutti  sali' a 162 ... Nel territorio di Saarburg (Germania) durante la Guerra dei Trent'anni la consistenza del patrimonio zoologico fu ridotta nel modo seguente:
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                                              Numero di capi esistenti

 Animali                        Prima della guerra                 Dopo la guerra

 Cavalli                                   2.651                            116
 Buoi                                      5.077                             36
 Maiali                                    5.927                             10
 Pecore                                   18.267                            -
 Capre                                     2.749                             -
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La guerra riusciva soprattutto funesta per le sue conseguenze indirette,...: carestia ed epidemia. La carestia era sovente la conseguenza delle distruzioni e dei saccheggi di raccolti, bestiame‚ e impianti agricoli cui le soldataglie di passaggio facilmente indulgevano. Le epidemie erano sovente le involontarie conseguenze delle condi zioni igienico-sanitarie degli eserciti. Come scrisse il dr. Ramazzini sul finire del Seicento:
    'Devo confessare che non ho mai fatto il medico militare ma so da medici che hanno accompagnato
    grandi eserciti che durante l'estate si leva dagli accampamenti un puzzo cosi' violento che non vi e' antro
    infernale il quale possa essere piu' fetido'.
Nel suo affascinante libro Rats, Lice and History uno scienziato moderno, Hans Zinsser, ha illustrato con
dovizia di particolari il fatto che nel corso della storia gli eserciti servirono piu' che a far la guerra a disseminare epidemie di tifo, peste e sifilide e che parecchie vittorie di cui i generali si sono arrogati il merito furono in effetti l'opera di microbi.

p.186
Per chi e' vissuto nell'Europa industrializzata del secolo XX e' difficile immaginare cosa fossero la fame e la carestia dei secoli passati. Solo ascoltando l'atterrita voce dei contemporanei, ci si puo' render conto del significato di una tragedia che afflisse l'umanita' nei secoli dei secoli. La gente moriva letteralmente di fame e non era raro in tempi di carestia il trovare individui morti per la strada con i denti affondati nella terra o nell'erba.

 p. 188
Le epidemie furono l'elemento che piu' contribuirono alla frequenza e all'intensita' della mortalita' catastrofica.
...  Epidemie di vario genere, inclusa la peste, non mancarono di funestare l'Europa anche prima del Trecento.
...  Oltre che ad aumentare, tra il 1000 e il 1300, la popolazione europea ando' sempre piu' concentrandosi nelle citta' e, per ragioni di difesa, entro le ristrette aree protette dalle mura cittadine. Purtroppo le condizioni igienico-sanitarie dei centri urbani erano quelle che erano. L'acqua dei pozzi non era sempre potabile.
Gli impianti igienico-sanatari erano inesistenti o quando esistevano erano del tutto inadeguati. Gatti, cani, galline, cavalli, asini, muli e altri animali vivevano mischiati assieme agli uomini in una comunanza che faceva di ogni casa una piccola arca di Noe'. Le immondizie e i rifiuti degli uomini e degli animali si ammucchiavano nelle strade e nei cortili.
.. La gente si lavava poco. Il sapone era un bene raro ..Gli abiti della maggior parte della gente erano sudici e frusti. Topi, cimici e pulci pullulavano per ogni dove...

p.155
...  Circa la situazione ambientale all'interno delle mura cittadine dobbiamo stare attenti a non lasciarci abbagliare dalla presenza di strutture magnifiche quali la cattedrale, il castello, i palazzi della gente in vista o il palazzo del Comune.  .. L'inesistenza o quasi di impianti igienici creava grossi problemi in relazione all'eliminazione dei rifiuti umani. La  gente usava strade e piazze come pubbliche latrine e gettava ogni cosa fuor dalla finestra senza   curarsi  di chi passasse di sotto. In pieno Seicento la Palatina madre del Reggente di Francia scriveva che
    "..Parigi e'  un posto  orribile e  puzzolente. Le  strade sono  cosi' mefitiche che non vi si puo' restare a causa della puzza  di carne  e pesce  che vanno a male e a causa di una folla di gente che orina per le strade."

.. a Siena sulla fine del Duecento  .. l'amministrazione comunale, preoccupata per la sporcizia che si cumulava  nella Piazza del Campo, affido'  la pulizia della piazza stessa a certo Giovannino di Ventura, al quale fu concesso di tenere una scrofa e quattro porcelli che avrebbero provveduto alla bisogna mangiando i rifiuti  che trovavano. In  altre parole, la pulizia era affidata ai maiali!

    ... Nel 1661  John Evelyn scriveva:
   ' in Londra la gente cammina e conversa perseguitata da questo fumo infernale.  Si  respira una nebbia spessa  ed  impura mischiata a vapore sozzo e fuliginoso che causa mille malanni rovinando i polmoni e la salute dell'intero corpo per cui catarri, tisi, tossi e consunzione dominano in questa citta' piu' che in tutto il resto del mondo'.

p.190
In Venezia dopo il 1348, la peste in forma epidemica comparve nel 1382, 1393, 1403, 1411, 1413, 1478, 1486, 1490, 1498, 1502, 1503, 1504, 1511, 1513, 1539, 1550, 1556, 1575, 1576 e  1630.
Dopo il 1348 Parigi i fu colpita da epidemie di peste nel 1379, 1399, 1433, 1450, 1466, 1500, 1510, 1516, 1519, 1522, 1530, 1531, 1533, 1544-46, 1553, 1562, 1563, 1568, 1580, 1584, 1596, ecc.
Nelle altre citta' d'Europa le cose non andarono diversamente.
Firenze ... fu colpita dalla peste nel 1348, 1363, 1374, 1375, 1383, 1384, 1390, 1400, 1411, 1417, 1418, 1423, 1424, 1430, 1437, 1449, 1457, 1479,1495, 1497-99, 1522-23, 1527-28, 1630-31.
Cosa significasse un'epidemia di peste lo si puo' desumere dalle cifre raccolte nella tabella 34,..[di seguito].
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TAB. 34. Mortalita' in  alcune citta'  italiane durante  l'epidemia di  peste degli  anni 1630-1631.

    Citta'           Popolazione       Morti        Morti in %
                                                              della popolazione
    Bergamo          25.000            10.000                 40
    Bologna           62.000            15.000                 24
    Brescia            24.000            11.000                 45
    Como              12.000             5.000                 42
    Cremona         37.000            17.000                 38
    Firenze            32.000             9.000                 12
    Milano          130.000            60.000                 47
    Padova           76.000            19.000                 59
    Parma            30.000            15.000                 50
    Verona           54.000            33.000                 61
    Venezia        140.000            46.000                 33
    Vicenza         32.000             12.000                 38
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 E finalmente:

  p. 413
"  LA FINE DI UN MONDO CHE FU
  La Rivoluzione industriale

 ... Nel 1850 il passato non e' piu' solo passato: e' morto.

 .. Inizio' allora la fine di una societa' in cui potere e risorse economiche erano basati esclusivamente sulla
proprieta' terriera ed erano monopolizzati da gruppi sociali i cui ideali erano la guerra, la caccia e la preghiera. E comincio' a emergere in sua vece una societa' basata sull'attivita' mercantile e manifatturiera e ispirata a ideali di praticita' e di guadagno. Il posto del cavaliere e del monaco furono presi dal mercante, dal professionista e dall'artigiano. La civilta' basata su questi tre personaggi si sviluppo' inesorabilmente e nel giro di pochi secoli conquisto' l'Europa occidentale."
 


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