Sono sempre stato favorevole alla pena capitale, nei confronti di crimini quali l' uccisione di una o piu' persone e la violenza carnale, etero od omosessuale che sia; mi sembra la pena piu' giusta, in alternativa all'ergastolo, per crimini cosi' infami; e allo stesso tempo, una pena che non ha il gusto indecente della vendetta, come invece e' l'imposizione delle sofferenze senza fine, che comporta la carcerazione per tempi lunghi o a vita.
Anche Stuart
Mill [1806-1873] sostiene [J.S.Mill, 1868,
"Speech in Favor of Capital Punishment"]
che "Non c'e' .. alcuna punizione umana
che faccia un' impressione sull'immaginazione cosi' sproporzionata alla
sua reale severita', quanto la pena di morte.. Malgrado ispiri piu' terrore,
e' meno crudele, a conti fatti, di qualunque punizione possa sostituirla.'
Sua
santita' il padreterno [PE], non disdegna ne' l'una pena, ne' l'altra.
Dice infatti cose come queste, stando alla Bibbia: 'Non
accetterete prezzo di riscatto per la vita di un omicida, reo di morte,
perché dovrà essere messo a morte. .. non si potrà
fare per il paese alcuna espiazione del sangue che vi sarà stato
sparso, se non mediante il sangue di chi l'avrà sparso.'
[Numeri
35:31-33]; e
ancora: 'Chi sparge il sangue dell'uomo,
dall'uomo il suo sangue sarà sparso, ..' [Genesi
6:6]; ed anche: '..E
quei miei nemici che non volevano che diventassi loro re, conduceteli qui
e uccideteli davanti a me' [Luca 19:27]:
meglio verificare de visu.
Il sunnominato PE non esita a prescrivere
la pena di morte - sempre stando alla Bibbia - come provvisoria conseguenza
[giustizia umana, imperfetta, basata sui suoi desiderata] di una decina
di inosservanze, per coloro che:
- non rispettano
il divieto di lavorare il sabato,
- bestemmiano
- si dedicano
ad una divinita' non gradita al PE ufficiale
- maledicono
i genitori
- propinano
botte ai genitori
- contravvengono
ad ordini specifici [e talvolta anche apparentemente futili]
- compiono un
sequestro-rapimento di persona
- si mettono
a fare sesso con animali, maschi o femmine che siano
- sono proprietari
di animali che abbiano provocato la morte di qualcuno
- che, infine,
ammazzano qualcuno.
ESODO
19:10
Il
Signore disse a Mosé: ... 12
Fisserai per il popolo un limite tutto attorno, dicendo: Guardatevi dal
salire sul monte e dal toccare le falde. Chiunque toccherà il monte
sarà
messo a morte.
20:22
Il
Signore disse a Mosé: «Dirai
agli Israeliti: ... 21:12 Colui che colpisce un uomo causandone la
morte, sarà messo a morte.
21:15 Colui che percuote
suo padre o sua madre sarà messo
a morte.
21:16 Colui che rapisce un
uomo e lo vende, se lo si trova ancora in mano a lui,
sarà
messo a morte.
21:17 Colui che maledice
suo padre o sua madre sarà
messo a morte.
22:18 Chiunque si abbrutisce
con una bestia sia messo a morte.
22:29 Ma se il bue era solito
cozzare con le corna già prima e il padrone era stato avvisato e
non lo aveva custodito, se ha causato la morte di un uomo o di una donna,
il bue sarà lapidato e anche il suo padrone
dev'essere
messo a morte.
31:12
Il
Signore disse a Mosé: .......Chiunque
farà un lavoro di sabato sarà
messo a morte.
35:2 Per sei giorni si lavorerà,
ma il settimo sarà per voi un giorno santo, un giorno di riposo
assoluto, sacro al Signore. Chiunque in quel giorno farà qualche
lavoro sarà messo a morte.
LEVITICO
20: 1 Il
Signore disse ancora a Mosè:
2 «Dirai agli Israeliti: Chiunque tra gli Israeliti o tra i
forestieri che soggiornano in Israele darà qualcuno dei suoi figli
a Moloch, dovrà essere messo a morte;
il popolo del paese lo lapiderà.
20: 9 Chiunque maltratta
suo padre o sua madre dovrà essere messo a morte; ... 20:13
Se uno ha rapporti con un uomo come con una donna, tutti e due hanno commesso
un abominio; dovranno essere messi a morte;
21:9 Se la figlia di un sacerdote
si disonora prostituendosi, disonora suo padre;
sarà
arsa con il fuoco.
24: 13 Il
Signore parlò a Mosè: .......15
Parla agli Israeliti e dì loro: .... 16 Chi bestemmia
il nome del Signore dovrà
essere messo a morte: tutta la comunità
lo dovrà lapidare. Straniero o nativo del paese, se ha bestemmiato
il nome del Signore, sarà messo
a morte.
24:17 Chi percuote a morte
un uomo dovrà essere messo a morte.
24:21 Chi uccide un capo
di bestiame lo pagherà; ma chi uccide un uomo
sarà
messo a morte.
NUMERI
1:48
Il
Signore disse a Mosè: .... 51
Quando la Dimora dovrà partire, i leviti la smonteranno; quando
la Dimora dovrà accamparsi in qualche luogo, i leviti la erigeranno;
ogni estraneo che si avvicinerà sarà
messo a morte.
3:5
Il Signore disse a Mosè: ... 10
Tu stabilirai Aronne e i suoi figli, perché custodiscano le funzioni
del loro sacerdozio; l'estraneo che vi si accosterà sarà
messo a morte».
15:35
Il
Signore disse a Mosè: «Quell'uomo
deve
essere messo a morte; tutta la
comunità lo lapiderà fuori
dell'accampamento».
18: 1 Il
Signore disse ad Aronne: ... Io vi dò
l'esercizio del sacerdozio come un dono; l'estraneo che si accosterà
sarà
messo a morte».
35:31 Non accetterete prezzo di
riscatto per la vita di un omicida, reo di morte, perché
dovrà
essere messo a morte.
35:33 Non contaminerete il
paese dove sarete, perché il sangue contamina il paese; non si potrà
fare per il paese alcuna espiazione del sangue che vi sarà stato
sparso, se non mediante il sangue di chi
l'avrà sparso.
DEUTERONOMIO
13:6 Quanto a quel profeta
o a quel sognatore, egli dovrà essere
messo a morte, perché ha proposto
l'apostasia dal Signore, ...
13:7 Qualora il tuo fratello,
figlio di tuo padre o figlio di tua madre, o il figlio o la figlia o la
moglie che riposa sul tuo petto o l'amico che è come te stesso,
t'istighi in segreto, dicendo: Andiamo, serviamo altri dei, ... 10
.. devi ucciderlo:
la tua mano sia la prima contro di lui per
metterlo a morte; poi la mano di tutto
il popolo; 11 lapidalo
e muoia,
perché ha cercato di trascinarti lontano dal Signore tuo Dio...
17:12 L'uomo che si comporterà
con presunzione e non obbedirà al sacerdote che sta là per
servire il Signore tuo Dio o al giudice, quell'uomo dovrà
morire; così toglierai il male
da Israele;
18:20 Ma il profeta che avrà
la presunzione di dire in mio nome una cosa che io non gli ho comandato
di dire, o che parlerà in nome di altri dei, quel profeta dovra'
morire.
19:12 gli anziani della sua
città lo manderanno a prendere di là e lo consegneranno nelle
mani del vendicatore del sangue perché
sia
messo a morte.
21:18 Se un uomo avrà
un figlio testardo e ribelle che non obbedisce alla voce né di suo
padre né di sua madre ... 21 Allora tutti gli uomini della
sua città lo lapideranno ed egli
morirà;
21:22 Se un uomo avrà
commesso un delitto degno di morte e tu l'avrai
messo
a morte e
appeso a un albero, ...
22:22 Quando un uomo verrà
colto in fallo con una donna maritata, tutti
e due dovranno morire: l'uomo che ha peccato
con la donna e la donna. Così toglierai il male da Israele.
22:23 Quando una fanciulla
vergine è fidanzata e un uomo, trovandola in città, pecca
con lei, condurrete tutti e due alla porta di quella città e li
lapiderete così che muoiano: ..
22:25 Ma se l'uomo
trova per i campi la fanciulla fidanzata e facendole violenza pecca con
lei, allora dovrà morire
soltanto l'uomo che ha peccato con lei;
24: 7 Quando si troverà
un uomo che abbia rapito qualcuno dei suoi fratelli tra gli Israeliti,
l'abbia sfruttato come schiavo o l'abbia venduto, quel ladro sarà
messo a morte; ...
44: 16 Non si metteranno
a morte i padri per una colpa dei figli, né si metteranno a morte
i figli per una colpa dei padri; ognuno sarà
messo a morte per
il proprio peccato.
Peccato
che sia un dio folle e criminale, quello della Bibbia, quello che fa' queste
prescrizioni; un dio che ne ha ammazzati di suo almeno un tre milioni circa,
mediante sassate, grandinate, serpenti, pestilenze, nonche' colpi di spada
e frecciate, di sua propria mano, o tramite angeli e altri suoi 'volenterosi
carnefici' [Sacre
ignominie]. Ovviamente, la follia del PE non
consiste tanto nel prescrivere la pena capitale in se stessa; ma nel prescriverla
per 'delitti' che non possono essere considerati veri e propri delitti,
in nove casi su dieci; ma eventualmente solo comportamenti anomali per
maleducazione, o idiozia, debolezza, o comunque violazioni di certe sue
sciocche prescrizioni.
E' vero pero' che la pena di morte
prevista dal sullodato PE e' una pena provvisoria, terrestre, una soluzione
che vale per l'immediatezza, quasi una norma di buona educazione, di viver
civile; un paradigma della giustizia umana, del tipo da lui approvata;
mentre per quei tali 'criminali' che vanno ammazzati subito, il PE prevede
un suo intervento ben piu' efficace ed esemplare, da somministrare successivamente,
del tutto in accordo con l'opinione espressa dal Beccaria; con l'aggravante,
che e' una pena di una criminale crudelta', la piu' grande e la piu' infinitamente
abominevole e criminale crudelta', visto che consiste in una sofferenza
di durata infinita: l'inferno, l'arrostimento senza fine!
DEUTEROMIO32:
22 Un fuoco si è acceso nella mia collera e brucerà
fino nella profondità degl 'inferi; divorerà
la terra e il suo prodotto e incendierà le radici dei monti.
ISAIA
66:24 Uscendo, vedranno i cadaveri degli uomini che si
sono ribellati contro di me; poiché il loro verme non morirà,il
loro fuoco non
si spegnerà e saranno un abominio per tutti».
SALMI 11:5
Il Signore scruta giusti ed empi, egli odia chi ama la violenza.
6 Farà piovere sugli empi
brace, fuoco e zolfo, vento bruciante
toccherà loro in sorte;
21:9 La tua mano raggiungerà
ogni tuo nemico, la tua destra raggiungerà chiunque ti odia. 10
Ne farai una fornace ardente, nel giorno in cui ti mostrerai: il
Signore li consumerà nella sua ira,li
divorerà il fuoco.
49:15 Come pecore sono avviati
agli inferi, sarà loro pastore la morte; scenderanno
a precipizio nel sepolcro, svanirà ogni loro parvenza: gli inferi
saranno la loro dimora.
2TESSALONICESI 1:9
Costoro saranno castigati con una rovina eterna, ...
ECCLESIASTE 9:10
Tutto ciò che trovi da fare, fallo finché ne sei in grado,
perché non ci sarà né attività, né ragione,
né scienza, né sapienza
giù negli inferi
dove stai per andare.
34: 8 Poiché è
il giorno della vendetta del Signore, l'anno della retribuzione per l'avversario
di Sion. 9 I torrenti di quel paese si cambieranno in pece,
la sua polvere in zolfo, la sua terra diventerà pece ardente.
10 Non si spegnerà né di giorno né
di notte, sempre salirà il suo fumo; per tutte le generazioni
resterà deserta, mai più alcuno vi passerà.
MATTEO
13:42 e li getteranno nella fornace ardente dove sarà
pianto e stridore di denti..
23:41 maledetti,
nel fuoco eterno.....23:
46 E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti
alla vita eterna». .. 25:41... Poi dirà a quelli alla sua
sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, ...
MARCO 9:43
Se la tua mano ti scandalizza, tagliala: è meglio per te entrare
nella vita monco, che con due mani andare nella Geenna, nelfuoco
inestinguibile.
9:47 dove il loro verme non
muore e il fuoco non si estingue.
LUCA
16:23 Stando nell'inferno tra i tormenti,
....
Insomma,
la detenzione con corredo di bragia, ancorche' senza fine, e' una pena
ben maggiore, secondo il PE, di quanto non possa essere la pena capitale.
Ed e' proprio per questa sua caratteristica
di insuperabile terribilità, d'altronde, che la pena senza fine
è stata prescelta dal PE. Insomma, la infinita potenza della divinita',
si manifesta con la somministrazione di una sofferenza di durata infinita;
non gia' con una risoluzione immediata e definitiva, come potrebbe essere
la privazione dell'esistenza a tutti gli effetti, con la distruzione dell'essenza
umana, in qualunque cosa consista. La massima pena concepita dal PE e'
l'inferno, invece; la sofferenza che dura nel tempo, che dura un tempo
senza fine.
Come
si possa includere nelle proprie prospettive l'accettazione, il rispetto
per ideologie, religioni che tra l'altro prevedono un'infinita crudelta'
di questa portata, mi risulta veramente del tutto inconcepibile; se non
da menti malate, ma veramente malate, mentalmente malatissime, geneticamente
danneggiate [e c'e' altresi' da sorprendersi che non si impedisca di girare
per le strade, a individui che propugnano tali criminali prospettive!].
Altro che 'Nessuno tocchi Caino'! Qui lo si tocca, eccome! Lo si infilza
nello spiedo, e via col grill. Mi riesce incomprensibile l'accettazione
da parte di cosittante persone 'apparentemente' sane, di dottrine [cristianesimo,
islam, ecc.], che ospitano tra le loro pieghe infamita' criminali cosi'
gigantesche.
Ma
come e' possibile predicare la giustizia, la pace, la comprensione, il
perdono, e allo stesso tempo la condanna alla sofferenza eterna di chi
ha sbagliato? Magari dopo averlo prima ammazzato come si deve, a sassate!
Ne
deriva comunque che l'opinione del PE e di NtC, per quanto concerne la
pena capitale, differiscano sostanzialmente, concettualmente, in linea
di principio [Bibbia e pena di
morte ] e nella pratica [Sacre
Igominie , lapidazione ].
Considerato l'enorme squilibrio
di autorevolezza a favore del PE, si direbbe che NtC e' dalla parte sbagliata,
e con NtC anche qualche consorteria fiancheggiatrice, e soprattutto un
buon numero di Codici Penali.
Ammenocche' non ci si venga a dire
che il PE voleva scherzare, quando ha fatto quelle ingiunzioni. Ma allora
qualcuno dovrebbe spiegare come mai il PE ha voluto scherzare su ben una
decina di situazioni almeno, visto che per almeno una quarantina di volte
si ripete nella Bibbia, che certi delitti 'debbono' essere puniti con la
morte del colpevole [ Bibbia e pena
di morte ]; ed anche precisando che dovesse essere una morte somministrata
piu' spesso tramite salutare lapidazione
.
Il PE, oltre alla pena capitale, prevede altresi' la detenzione a vita, o meglio, l'arrostimento senza fine degli ammazzati. A prima vista sembrerebbe un' inconciliabile contraddizione: prescrive la pena capitale, per coloro che non hanno rispettato la sua legge, come se la pena capitale fosse una pena importante; pero' dopo, prescrive la sofferenza senza fine dell'inferno per gli ammazzati [non per gli ammazzatori; quelli se ne vanno beatamente in paradiso, tramite aerostato]. Quindi, la pena peggiore, quella che dovrebbe avere i migliori titoli dissuasivi, vista la sua durata senza fine, e' minacciata dal PE a chi e' contravvenuto alle prescrizioni, in aggiunta alla pena capitale, privilegio della provvisoria legge 'umana'. Insomma, si direbbe che il PE non creda tanto alla pena di morte come punizione delle malefatte; ma creda piuttosto nella pena detentiva, ancorche' adeguatamente corredata da opportuno arrostimento senza limite di tempo, in pece ardente, zolfo, bragia di carbone, ed ogni altro combustibile idoneo. Sembra quasi che il cerchio si chiuda, convergendo verso gli 'umani' atteggiamenti della gente nei confronti dei peggiori delitti; come si ricordava all'inizio.
Rimane
da considerare la posizione sostenuta dal cattolicesimo, da NtC e dal venticinquenne
Beccaria.
La
posizione del cattolicesimo e' abbastanza chiara. Dichiara infatti
[Conferenza Episcopale Italiana ] che:
“Le verità divinamente rivelate, che nei libri della Sacra Scrittura
sono contenute ed espresse, furono scritte per ispirazione dello Spirito
Santo. La Santa Madre Chiesa, per fede apostolica, ritiene sacri e canonici
tutti interi i libri sia dell'Antico che del Nuovo Testamento, con tutte
le loro parti, perché scritti per ispirazione dello Spirito Santo,
hanno Dio per autore e come tali sono stati consegnati alla Chiesa. ...è
da ritenersi anche, per conseguenza, che i libri della Scrittura insegnano
con certezza, fedelmente e senza errore la verità, che Dio per la
nostra salvezza volle fosse consegnata nelle Sacre Lettere. Pertanto "ogni
scrittura divinamente ispirata è anche utile per insegnare, per
convincere, per correggere, per educare alla giustizia, affinché
l'uomo di Dio sia perfetto, addestrato a ogni opera buona.“
[BIBBIA-CEI]
Ne
deriva direttamente che il cattolicesimo non è contrario alla pena
di morte, come è scritto in tutte le lingue nel Catechismo ufficiale
[http://www.christusrex.org/www1/catechism/catindex-it.html]:
Art. 2261 La Scrittura precisa la proibizione del quinto comandamento: “Non far morire l'innocente e il giusto” (Es 23,7 ). [ma il colpevole e l’ingiusto, si possono ammazzare!] L'uccisione volontaria di un innocente [ma l’uccisione di un colpevole, è ammessa, dunque] è gravemente contraria alla dignità dell'essere umano, alla “regola d'oro” [cos'è sta regola d'oro? puf!] e alla santità del Creatore. La legge che vieta questo omicidio ha una validità universale: obbliga tutti e ciascuno, sempre e dappertutto.
Art. 2262 Nel Discorso della montagna il Signore richiama il precetto: “Non uccidere” (Mt 5,21 ); vi aggiunge la proibizione dell'ira, dell'odio, della vendetta. [uccidere con calma, è lecito] Ancora di più: Cristo chiede al suo discepolo di porgere l'altra guancia, [Mt 5,22-39 ] di amare i propri nemici [Mt 5,44 ]. Egli stesso non si è difeso e ha ingiunto a Pietro di rimettere la spada nel fodero [Mt 26,52 ]. [e quando ha preso a frustate i farisei che chiacchieravano beati nel tempio, non era arrabbiatello?]
Art. 2263 La legittima difesa delle persone e delle società non costituisce un'eccezione alla proibizione di uccidere l'innocente, uccisione in cui consiste l'omicidio volontario. “Dalla difesa personale possono seguire due effetti, il primo dei quali è la conservazione della propria vita; mentre l'altro è l'uccisione dell'attentatore. . . Il primo soltanto è intenzionale, l'altro è involontario” [San Tommaso d'Aquino, Summa theologiae, II-II, 64, 7].
Art. 2264 L'amore verso se
stessi resta un principio fondamentale della moralità. E' quindi
legittimo far rispettare il proprio diritto alla vita. Chi difende
la propria vita non si rende colpevole di omicidio anche se è
costretto a infliggere al suo aggressore un colpo mortale: [dunque
chi ammazza per difesa personale, può farlo tranquillamente.]
Se uno nel difendere la propria
vita usa maggior violenza del necessario, il suo atto è illecito.
Se invece reagisce con moderazione, allora la difesa è lecita. .
. E non è necessario per la salvezza dell'anima che uno rinunzi
alla legittima difesa per evitare l'uccisione di altri: poiché
un uomo è tenuto di più a provvedere alla propria vita che
alla vita altrui [San Tommaso d'Aquino,
Summa theologiae, II-II, 64,7].
[insomma,
ammazzare per legittima difesa, è lecitissimo]
Art. 2265 La legittima difesa, oltre che un diritto, può essere anche un grave dovere, per chi è responsabile della vita di altri. La difesa del bene comune esige che si ponga l'ingiusto aggressore in stato di non nuocere. A questo titolo, i legittimi detentori dell'autorità hanno il diritto di usare anche le armi per respingere gli aggressori della comunità civile affidata alla loro responsabilità.
Art. 2267 L'insegnamento
tradizionale della Chiesa non esclude, supposto
il pieno accertamento dell'identità e della responsabilità
del colpevole, il ricorso alla pena di morte, quando
questa fosse l'unica via praticabile per difendere efficacemente dall'aggressore
ingiusto la vita di esseri umani.
.....
NtC predica contro la pena capitale, perche' ritiene inaccettabile la privazione della vita, anche se prevista per criminali che si son dati da fare per toglierla a uno o piu' persone; e indubbiamente tale atteggiamento rivela un totale disprezzo per la vita delle vittime: c'e' vita e vita; la vita non "e' uguale per tutti"; e per NtC, quella del criminale e' piu' rispettabile di quella delle vittime, non si sa bene perche'; salvo perche' vi sarebbe un suggerimento biblico in tal senso; e malgrado, come si e' visto sopra, i suggerimenti biblici siano in realta' in prevalenza assoluta di segno contrario. Ma soprattutto, a NtC evidentemente poco importa, che i criminali usciti di prigione si diano da fare per ammazzare circa 13 mila persone all'anno [nei soli USA]! Le 13 mila vittime annuali innocenti, non vanno difese, secondo NtC; quelle dei criminali [circa 70 esecuzioni all'anno, negli USA], si', che' sono le vite migliori, perdio! Non lo sapevate?
Il Beccaria, e' sulla stessa posizione di NtC, anche se per motivi opposti, almeno apparentemente; il Beccaria propende per la privazione della liberta' personale, non tanto perche' la pena capitale vìoli un diritto personale fondamentale quale e' la vita, ma soprattutto perche' la privazione della libertà personale procura sofferenze maggiori ed ha cosi' un potere dissuasivo assolutamente piu' efficace nello scoraggiare la ripetizione del delitto, o l'esecuzione di delitti da parte di altri. Insomma, l'inferno, come aveva ben appreso dalla sacra [?] Bibbia il Beccaria, e' pur sempre una situazione di massimo potere terrificante, visto che nemmeno il PE era riuscito a prevedere qualcosa di meglio.
In relazione alle pur differenti motivazioni, tutte queste posizioni [PE, Beccaria, NtC], si direbbero comunque piuttosto abominevoli.
Alle
pene che provocano maggiori sofferenze, e' certamente preferibile l'eliminazione
immediata dei colpevoli dei massimi delitti, quali sono l'assassinio e
la violenza carnale. Meglio la pena capitale, non ci sono dubbi. La comunita'
si protegge contro chi ha violato le regole fondamentali della convivenza
civile, con l'eliminazione fisica. La pena capitale e' meno violenta, meno
infame nei riguardi del reo, gli procura minori sofferenze, e si risolve
con rapidità.
Per i delitti minori, debbono essere
previste delle pene detentive - e' inevitabile [?] - di durata proporzionale
alla gravita' delle violazioni delle leggi.
Una
pena rapida e definitiva potrebbe essere prevista anche da quelle tali
"entita' " che invece prediligono la crudelta' ad infinitum, con
l'ausilio del fornello infernale. Insomma, anche la divinita' dovrebbe
eliminare in toto il criminale; eliminarlo ad infinitum; per sempre. Nessuna
resurrezione. Niente di niente. Piu' nulla. La cancellazione perpetua,
definitiva, della persona, dell'essenza della persona che ha compiuto crimini
inaccettabili, potrebbe ben costituire una condanna meno infamemente crudele
della dannazione 'perpetua', della sofferenza perpetua [ci sia o non ci
sia il braciere appositamente predisposto, o altrettanto confortevole sostituto].
Non c'e' moralita', nella dannazione
'a vita', nella dannazione 'perpetua'. C'e' piuttosto 'crudelta' a vita',
da parte di chi somministra tale condanna; della legge o saharia che la
propugna e sostiene. Non sarebbero, tali "entita' ", da condannare piuttosto
ad una forma di pena capitale, quale l'abbandono definitivo delle loro
squinternate e infami 'dottrine' ?
Anche Stalin, Hitler e Mao, cercarono di organizzare dei piccoli inferni [talora risparmiando sul combustibile, per motivi economici], quali furono i gulag, i lager e i laogai, in modo da esercitare la schiavizzazione dei loro prigionieri mediante lavori forzati, percosse, privazioni innumerevoli e umiliazioni senza uguali, non necessariamente colpendoli subito a morte, ma prolungando la loro agonia ad infinitum. Così potevano essere d'esempio, esattamente come suggeriva il Beccaria. Ma che sant'uomini, perdio, questi tre seguaci del PE, del Beccaria, e di NtC!
Personalmente
ritengo che la crudelta' non possa considerarsi un atteggiamento morale,
su questo pianeta; o sbaglio? O sbaglia NtC?
I sostenitori di NtC sono assolutamente
allineati con quanto sostiene il Beccaria e il PE: no alla pena di morte;
si' alla crudelta' della carcerazione, anche per tutta la vita -
e oltre - piuttosto. Che poi e' il modo peggiore, 'piu' violento', di 'toccare
Caino', visto che il modo piu' crudele e malvagio di colpire il colpevole
- come sostiene anche il Beccaria - e' proprio quello di infliggergli la
reclusione a vita [e oltre, dice il PE]. Si direbbe che tutti coloro che
sono contrari alla pena capitale, compreso NtC, coltivino un progetto criminale,
piuttosto che un piano morale! O no?
a.
casolari
___________________________
PS: C'e' il problema dell'errore
giudiziario, ovviamente: 'Nessun giudizio umano e' infallibile'
[Mill, 1868, citato]. Cio'
non toglie che la possibilità di errore giudiziario persista nella
stessa misura anche nel caso di pene detentive, non solo 'capitali'; e
se la privazione della liberta' personale, rimane la pena della massima
crudelta', lo è allo stesso modo in rapporto all'errore giudiziario.
Si dice spesso che tanto la pena
capitale non risuscita le vittime; e' vero, ovviamente; ma forse che le
pene detentive, a vita o no, invece le resuscitano? Si dice che la pena
capitale e' in contraddizione con il principio che la vita e' un bene inalienabile;
quindi si contrapporrebbe delitto a delitto. Ma non e' vero. Il delitto
e' cosi' chiamato, perche' consiste in una 'violazione di una norma prevista
dalla legge'; la pena capitale, quando e' prevista dalla legge, non e'
piu' un delitto; non e' piu' un'illegalita'; anzi e' semplicemente l'esercizio
della legge a difesa appunto del diritto inalienabile alla vita.
Spero non si intenda applicare
anche a questo problema un principio analogo all'insano e funesto Principio
di Precauzione [PP]. Altrimenti si cadrebbe nell'assurdo che nessuna
pena - nemmeno quella pena consistente nella temporanea privazione della
libertà - dovrebbe essere affibbiata a chicchessia, chè appunto
qualunque condanna potrebbe risultare in prosieguo di tempo, un bell'errore
giudiziario. Ne' si puo' pretendere dalla Giustizia la perfezione, quando
sappiamo che e' impossibile in qualunque attivita' umana, non fare errori.
In tutta una serie di altre circostanze, quali l'utilizzo di automobili,
treni, aerei, gas, elettricità, imbecillità spontanea, e
una quantita' di dispositivi, accettiamo il rischio che possano verificarsi
circostanze tali da mettere in pericolo la nostra vita e l'altrui, quotidianamente,
pur di beneficiare dei vantaggi che offrono tali mezzi. Dunque, perche'
non dovremmo accettare un rischio analogo, per quanto riguarda l'applicazione
della legge, che ci siamo dati per rendere accettabile la vita della comunita'?
Certo, la pena capitale non va somministrata senza che vengano applicate,
nel corso del processo, una serie supplementare di dispositivi tali che
consentano di ridurre al minimo la probabilita' di errore [J.S.Mill,
1868]; ma alla fine, non c'e' alcun motivo serio per non prevederla
nei nostri Codici.
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